Carburanti in salita, governo studia interventi sulle accise: caccia alle risorse

Avviati controlli contro le possibili speculazioni

Prezzi di benzina e diesel in crescita e governo al lavoro per limitare i rincari: sul tavolo torna il meccanismo delle accise mobili, mentre partono controlli sulle stazioni di servizio. L’esecutivo cerca risorse per rendere più incisive le misure e valutare possibili interventi a sostegno degli automobilisti.

Il piano si muove su due direttrici: verifiche contro eventuali speculazioni sui prezzi alla pompa e strumenti per attenuare l’impatto dei rincari su famiglie e imprese. Tra le ipotesi allo studio c’è il meccanismo delle accise mobili, che destina la maggiore Iva incassata dallo Stato alla riduzione delle accise quando aumentano i prezzi di benzina e diesel.

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Come ha spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si tratta di una possibilità «allo studio». L’esecutivo non esclude che possano servire ulteriori approfondimenti tecnici prima di adottare decisioni definitive e, proprio per questo, non è escluso che il Consiglio dei ministri previsto nei prossimi giorni possa anche slittare.

Accise mobili e ricerca di risorse

Il nodo principale riguarda l’efficacia della misura. Le simulazioni indicano infatti che il solo meccanismo delle accise mobili rischia di avere un impatto limitato se non accompagnato da ulteriori risorse. Secondo le stime, con una quotazione del petrolio Brent pari a 105 dollari al barile, il risparmio sarebbe di circa 4,7 centesimi al litro per la benzina e di 7,5 centesimi per il diesel.

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Proprio per questo il governo è alla ricerca di fondi aggiuntivi per rafforzare l’intervento. In questo quadro non è escluso che l’atteso provvedimento a sostegno degli automobilisti possa non arrivare immediatamente in Consiglio dei ministri.

Tra le ipotesi allo studio c’è quella di inserire la norma in un nuovo decreto legge. Un’altra possibilità è intervenire sulla legge di conversione del decreto bollette attualmente all’esame della Camera, come suggerisce anche un emendamento presentato dalla Lega. Il partito guidato da Matteo Salvini si unisce così alle richieste avanzate da altre forze politiche e dalle associazioni dei consumatori per attivare il meccanismo delle accise mobili. Il Partito democratico propone inoltre di estendere lo stesso sistema anche al gas.

Benzina e diesel ai massimi degli ultimi anni

Intanto i prezzi nelle stazioni di servizio continuano a crescere, spinti anche dalle tensioni internazionali. L’escalation militare in Medio Oriente, con gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e le successive ritorsioni nella regione, ha provocato forti oscillazioni nei mercati energetici e un aumento del prezzo del petrolio a livello globale.

Il conflitto ha infatti alimentato timori di interruzioni nelle forniture, in particolare nello Stretto di Hormuz, una rotta strategica da cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Le tensioni hanno fatto salire il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile, livello che non si registrava da diversi anni.

In Italia il gasolio ha raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni e mezzo: fino a 2,2 euro al litro nella modalità servito in autostrada, una soglia che non si registrava dal 10 luglio 2022, nel pieno della crisi energetica legata alla guerra in Ucraina. Anche la benzina ha registrato valori elevati: per trovare una quotazione simile bisogna tornare al 16 marzo 2025, quando in autostrada il prezzo servito aveva raggiunto i 2,1 euro al litro.

Il Codacons parla di un possibile «effetto tsunami sui prezzi al dettaglio». L’associazione dei consumatori calcola che, con il prezzo medio del gasolio in modalità self service pari a 1,970 euro al litro, superiore del 14,3% rispetto alla fine di febbraio, fare il pieno costa oltre 12 euro in più. Su base annua l’aumento di spesa arriverebbe a circa 296 euro. Per la benzina verde in modalità self service l’incremento è invece di circa il 7%, con un aggravio di circa 5,8 euro a rifornimento, pari a quasi 140 euro in più all’anno.

Controlli sui rincari anomali

La crescita dei prezzi ha spinto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a convocare con urgenza la cabina di regia della Commissione allerta rapida. Alla riunione hanno partecipato anche rappresentanti dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente. Durante l’incontro sono emersi rincari anomali nelle pompe di due delle principali società petrolifere: i prezzi medi applicati sarebbero cresciuti più dei prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento.

Questa dinamica sarà ora oggetto di controlli mirati nell’ambito del piano operativo attivato nei giorni scorsi d’intesa tra il ministero delle Imprese e del Made in Italy e il ministero dell’Economia e delle Finanze. Le verifiche saranno affidate alla Guardia di Finanza. La cabina di regia tornerà a riunirsi mercoledì per valutare l’andamento dei prezzi e l’esito delle prime attività di controllo.

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