Parco San Gennaro, 18 anni di promesse: il verde negato del Rione Sanità

La riqualificazione doveva finire a marzo 2025, ma è ancora chiuso

Nel cuore del Rione Sanità, uno dei quartieri più popolari e densamente abitati di Napoli, c’è un parco che da quasi vent’anni rappresenta una promessa incompiuta. Il parco San Gennaro, nato dalla mobilitazione degli abitanti, è diventato il simbolo di una battaglia civica per il diritto agli spazi pubblici.

La storia dell’area verde è segnata da continue aperture e chiusure. In un volantino diffuso dal Comitato Parco San Gennaro si ricostruisce la cronologia: inaugurazione nel 2008, chiusura nel 2011, riapertura nel 2013, nuova chiusura nel 2015, riapertura nel 2017 e chiusura nel 2020 durante la pandemia. Nel 2026 il parco è ancora chiuso. I residenti sintetizzano così la vicenda: «18 anni di promesse, zero giorni di parco».

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Un’area verde nata dal basso

«Il parco è stato fortemente voluto dagli abitanti del Rione Sanità», racconta Sara D’Angelo, cittadina attiva del Comitato, che si è confrontata con gli altri membri del gruppo. «In un quartiere ad alta densità abitativa e con pochi spazi aperti mancava un’area verde pubblica». L’obiettivo era offrire uno spazio gratuito e sicuro per bambini, famiglie e anziani. Il 2 maggio 2008 furono proprio gli abitanti ad aprire simbolicamente il parco, celebrando quella che sembrava una conquista collettiva.

Nel Rione Sanità, spiegano dal comitato, il parco non è solo verde urbano ma una vera infrastruttura sociale. Il quartiere soffre infatti una cronica carenza di spazi pubblici. Negli anni molte piazze si sono ridotte per fare spazio alle attività commerciali e turistiche, mentre luoghi come biblioteche scolastiche e palestre hanno subito un progressivo depotenziamento o sono stati chiusi.

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Dal comitato ricordano anche esempi concreti: «Gli spazi scolastici destinati al tempo extrascolastico, come la biblioteca della scuola Angiulli o le palestre degli istituti scolastici, hanno visto negli ultimi decenni un progressivo depotenziamento, se non addirittura una chiusura». In un contesto segnato da povertà, marginalità urbana e bassi livelli di scolarizzazione, la presenza di un parco pubblico assume un valore ancora più importante.

I lavori annunciati e il silenzio delle istituzioni

Nel 2023 il Comune di Napoli ha approvato la riqualificazione del parco, con circa 600 mila euro di interventi tra aree verdi, campo da calcio, illuminazione e videosorveglianza. Secondo le informazioni diffuse, i lavori si sarebbero dovuti concludere entro marzo 2025. Ma il parco è ancora chiuso. «Dal Comune non c’è mai stata una comunicazione chiara», spiegano. «Le poche informazioni sulle tempistiche le abbiamo ottenute solo grazie alla pressione dei cittadini». Il comitato racconta di aver chiesto più volte un cronoprogramma dei lavori: «Ogni scadenza è stata disattesa, i lavori procedono con estrema lentezza».

Il dialogo mancato: tra turismo e bisogni dei residenti

Negli anni i cittadini hanno provato a confrontarsi con le istituzioni. «Nel 2020, poi nel 2023 e nel 2024 abbiamo provato a dialogare con Comune e Municipalità, presentando anche un progetto di riqualificazione dal basso». Il comitato ha organizzato incontri pubblici, giornate di pulizia e iniziative di sensibilizzazione. «Vivendo il parco abbiamo indicato necessità e aree di miglioramento anche in termini ambientali e sociali. Ma in nessuna occasione ci siamo sentiti ascoltati».

Negli ultimi anni il Rione Sanità è diventato una meta turistica sempre più frequentata. «Il quartiere viene celebrato come uno dei più “trendy” d’Europa», osservano dal comitato. «Ma per chi vive qui tutti i giorni cosa resta concretamente?». Anche alcune politiche di sicurezza, come la recente istituzione della zona rossa, vengono guardate con scetticismo. «Hanno inviato più militari e controlli. Ma la sicurezza non si costruisce con la repressione: servono lavoro, servizi pubblici e spazi sociali. I militari non aprono il Parco San Gennaro».

L’appello del quartiere

Nonostante la chiusura, cittadini e associazioni continuano a mantenere viva l’attenzione sul parco con attività sportive, eventi culturali e iniziative pubbliche. Tra le realtà attive c’è anche l’associazione La Casa dei Cristallini, impegnata nel coinvolgimento della comunità e tra i promotori della sfilata di Carnevale organizzata quest’anno nel quartiere.

Il comitato guarda con preoccupazione anche al futuro modello di gestione dei parchi cittadini. «L’attuale amministrazione Manfredi sembra perfettamente allineata a quel processo di privatizzazione dei beni pubblici che sta investendo l’intero paese», spiegano. «Il Patto per Napoli mette al centro solo la sostenibilità finanziaria dell’ente, derogando alla tutela dei servizi pubblici. Così assistiamo alla svendita del patrimonio pubblico e all’affidamento ai privati di beni comuni».

Secondo il comitato questo processo potrebbe coinvolgere anche i parchi cittadini. «La bozza del nuovo regolamento sulle aree verdi prevede che i parchi vengano affidati a privati che potranno esercitarvi attività economiche e organizzare eventi a pagamento, sottraendo spazio alla libera fruizione dei cittadini».

Per questo i residenti respingono questa prospettiva: «Noi che da anni ci battiamo per il Parco San Gennaro, conoscendo le esperienze fallimentari di gestione privata già viste in altre città, diciamo “no” a questo modello». La richiesta resta chiara: riaprire il parco e garantirne una gestione pubblica e trasparente, coinvolgendo i cittadini. Nel frattempo, nel Rione Sanità, molti bambini continuano a giocare in strada. A pochi metri da loro, dietro un cancello chiuso, c’è un parco che aspetta ancora di tornare a vivere.

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