Il cordoglio della Federico II: «profondo dolore e immensa tristezza»
La notizia è rimbalzata da Cordoba a Napoli, lasciando sgomenti compagni di corso e professori. Il dolore ha attraversato il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali e la Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che hanno espresso cordoglio per la scomparsa di Emma Carratelli, studentessa del quarto anno deceduta nei giorni scorsi in Spagna. La ragazza stava svolgendo un programma Erasmus a Cordoba.
La giovane, 24 anni, era originaria di Castel del Piano, in provincia di Grosseto, ed era iscritta al corso di Medicina Veterinaria a Napoli. Si trovava nella città andalusa per un periodo di studio presso l’Università di Cordoba. È morta nell’ospedale locale, dove era stata ricoverata nel reparto di cardiologia. Secondo quanto emerso, non aveva manifestato problemi di salute in precedenza.
A rendere pubblica la vicinanza alla famiglia sono stati studenti e personale dell’ateneo partenopeo con un post su Facebook. Nel testo si parla di «profondo dolore e immensa tristezza per la prematura scomparsa di Emma Carratelli, brillante studentessa del IV anno impegnata in un periodo di Erasmus presso l’Università di Cordoba».
Un ricordo che va oltre il percorso universitario e restituisce l’immagine di una ragazza pienamente inserita nella vita accademica: «Il tuo accento toscano riecheggia ancora nel chiostro dell’Ovud. La forza della tua vitalità contagiosa, il tuo amore per Napoli e per gli animali, la tua grande disponibilità, i tuoi occhi luminosi e il tuo sorriso sincero resteranno per sempre impressi tra le nostre mura e nei nostri cuori».
Nel messaggio si sottolinea anche come «la potenza della tua determinazione sarà d’esempio per tutti gli studenti». La comunità universitaria ha infine rivolto un pensiero ai familiari: «Alla sua famiglia e ai suoi cari giungano il nostro abbraccio più sincero e le più sentite condoglianze. Ciao Emma, vola sempre più in alto, non ti dimenticheremo».




