Beppe Grillo prepara lo sgambetto? Giuseppe Conte sembra non averla presa bene

Il leader pentastellato risponde stizzito a una semplice domanda

Qualcosa bolle in pentola dalle parti di Beppe Grillo. E questa volta potrebbe non trattarsi soltanto dell’ennesima provocazione contro Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle. Da giorni prende quota una voce ben più pesante: il fondatore starebbe pensando di presentarsi alle prossime elezioni politiche con una propria lista, andando a pescare proprio nell’elettorato grillino che non si riconosce più nel nuovo corso pentastellato.

Non c’è ancora un annuncio ufficiale, ma le indiscrezioni diventano sempre più circostanziate. Il Tempo ha raccontato di un progetto che sarebbe già andato oltre la semplice idea: una bozza di programma, una nuova proposta sul reddito di cittadinanza, una piattaforma digitale destinata a superare l’esperienza di Rousseau e contatti con consulenti internazionali del settore Ict.

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Tra i temi sui quali Grillo starebbe lavorando ci sarebbero intelligenza artificiale, ambiente e lavoro, mentre l’ipotesi sarebbe quella di coinvolgere soprattutto giovani, professionisti, imprenditori del digitale e rappresentanti della società civile, evitando il semplice recupero dei vecchi big. Ci sarebbe anche l’idea di un nuovo spettacolo da portare in giro per l’Italia nell’inverno precedente alle elezioni, tornando così a parlare direttamente al pubblico come già avveniva prima della nascita del Movimento.

Il Corriere della Sera ha aggiunto un altro tassello: negli ambienti vicini al fondatore si parla ormai di un possibile «laboratorio politico», mentre Grillo viene descritto come «più battagliero che mai». L’eventuale lista si collocherebbe a sinistra del Campo largo e punterebbe soprattutto agli ortodossi delle origini e ai delusi dal nuovo M5S. Alcuni fedelissimi avrebbero inoltre confermato l’intenzione di correre alle prossime Politiche, anche se al momento non esistono ancora né un nome né una struttura organizzativa definita.

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Conte si irrigidisce, Patuanelli ostenta sicurezza

Se davvero il progetto dovesse prendere forma, per Giuseppe Conte sarebbe un problema serio. Grillo non avrebbe bisogno di percentuali a doppia cifra: gli basterebbe sottrarre qualche punto al Movimento per mettere in difficoltà non soltanto il M5S, ma gli equilibri dell’intero Campo largo. È anche per questo che pesa la reazione dell’ex presidente del Consiglio. Alla Festa del Fatto Quotidiano, alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, a Conte è stato ricordato che il 21 settembre Grillo sarà ospite del podcast di Fedez. La risposta è stata secca e stizzita: «Vada dove vuole».

Qualche voce potrebbe essere arrivata anche dalle parti di Conte oppure l’ex premier potrebbe semplicemente avere compreso la pericolosità delle indiscrezioni ormai circolate. Un ritorno di Grillo colpirebbe infatti il M5S proprio sul terreno dell’identità, del reddito di cittadinanza, delle battaglie storiche e dell’elettorato delle origini.

Stefano Patuanelli, intanto, prova a mostrare tranquillità: «Ben venga Beppe Grillo, non ci fa paura». Il capogruppo M5S al Senato rivendica che il progetto pentastellato ruota ormai attorno a Conte. Una risposta che vuole minimizzare, ma che certifica come il possibile ritorno del fondatore sia ormai diventato un tema al quale i vertici sentono la necessità di replicare.

Toninelli smentisce: strategia per coprire le carte?

Dall’altra parte c’è Danilo Toninelli, uno degli uomini della vecchia guardia rimasti più vicini a Grillo. L’ex ministro smentisce tutto: «È infondato che Beppe Grillo voglia costruire una sua lista e un suo partito. È il nulla, è una notizia falsa». Una presa di posizione netta, che però si scontra con le indiscrezioni provenienti da altri ambienti vicini allo stesso fondatore. Toninelli potrebbe conoscere le reali intenzioni di Grillo e avere ragione. Ma la sua smentita potrebbe anche servire a coprire le carte dopo una fuga di notizie arrivata troppo presto, raffreddare l’attenzione e tentare di salvare almeno una parte dell’effetto sorpresa.

Anche perché il 21 settembre verrà pubblicata l’intervista già registrata da Grillo con Fedez e Mr Marra. Da quanto filtra, non dovrebbe esserci l’annuncio formale di un nuovo partito, ma Grillo parlerà certamente di Conte e del Movimento. E chi avrebbe visto una parte della registrazione parla di «grosse sorprese». Il calendario alimenta ulteriormente i sospetti: il 19 e 20 settembre Conte sarà a Milano per l’appuntamento conclusivo di Nova, con cui il M5S vuole definire la propria proposta politica. Ventiquattr’ore dopo tornerà a parlare l’uomo che quel Movimento lo ha fondato.

Il vecchio garante potrebbe tornare sulla scheda

Sul fondo resta anche la causa per il nome e il simbolo. Un nuovo «laboratorio politico» potrebbe consentire a Grillo non soltanto di tornare nell’arena pubblica, ma anche di rafforzare la propria posizione nella battaglia giudiziaria con il M5S. Per ora mancano simbolo, candidati e struttura, ma ci sono un programma allo studio, il reddito di cittadinanza da rimettere al centro, una nuova piattaforma digitale, ambienti grillini nuovamente in movimento, fedelissimi che confermano e altri che smentiscono.

Conte voleva un Movimento definitivamente senza Grillo. Potrebbe ritrovarsi Grillo senza Movimento, ma con una lista tutta sua e voti pentastellati in tasca. Sarebbe il paradosso perfetto: dopo averlo accompagnato alla porta, il fondatore potrebbe provare a rientrare dalla cabina elettorale.

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