Castello delle Cerimonie, la Cassazione respinge il ricorso dei Polese: resta la confisca

Fallisce il tentativo di ottenere un nuovo processo

La Suprema Corte dice no alla revisione del processo che ha condotto alla confisca del Castello delle Cerimonie. Respinta la richiesta presentata dai difensori di Concetta e Agostino Polese insieme alla Procura generale.

La decisione è arrivata al termine di una lunga camera di consiglio della quarta sezione penale della Corte di Cassazione e riguarda la lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Grand Hotel La Sonrisa, noto come il Castello delle cerimonie, al quale sono state revocate alcune licenze. In una nota, gli avvocati Dario Vannetiello, Veronica Paturzo, Andrea Castaldo e Stefano Montone spiegano che «la Procura generale, insieme ai difensori di Polese Concetta e Polese Agostino, aveva chiesto alla Suprema Corte di disporre un nuovo giudizio presso la Corte di appello di Roma».

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Alla base dell’istanza c’erano gli elementi depositati recentemente dalla difesa. Secondo i legali, infatti, non sarebbero state valutate «numerosissime prove nuove introdotte di recente» con l’obiettivo di dimostrare «la insussistenza del reato di lottizzazione abusiva che ha portato alla confisca del Castello delle cerimonie».

La Suprema Corte ha tuttavia rigettato la richiesta congiunta di annullamento della sentenza, «formulata dalla accusa e dalla difesa». «Le ragioni di tale decisione verranno rese note successivamente allorquando verrà depositata la decisione», sottolineano Vannetiello, Paturzo, Castaldo e Montone.

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Il nuovo pronunciamento non esaurisce però la battaglia giudiziaria. «La vicenda non è chiusa», ricorda l’avvocato Vannetiello, perché «pende un altro ricorso per Cassazione a mia firma, finalizzato sempre ad ottenere la revoca della confisca del Castello delle cerimonie». Si tratta, precisa il penalista, di un ricorso «fondato su una ragione giuridica diversa dalle precedenti»: a suo parere, la condanna alla confisca andrebbe annullata perché sarebbe stata generata da una prova falsa.

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