Il patron sollecita una riunione per sciogliere il nodo impianto
La festa per la maglia del Centenario si raffredda sullo stadio. A bordo della Msc World Europa, Aurelio De Laurentiis riapre il dossier davanti al presidente della Regione Campania Roberto Fico e al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi: Maradona da ristrutturare o nuovo impianto da costruire?
Il presidente del Napoli chiede una riunione in tempi brevi per capire se abbia ancora senso investire sullo stadio di Fuorigrotta, con tutti i disagi che eventuali lavori comporterebbero anche per la squadra, oppure se sia arrivato il momento di valutare davvero un nuovo impianto.
De Laurentiis lega il tema alla tenuta sportiva del club. «Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a far sì che il calcio Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del Nord», avverte, «dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come abbiamo fatto in questi ultimi 22 anni della mia gestione». Il messaggio è netto: senza uno stadio capace di generare ricavi adeguati, il Napoli rischia di perdere terreno.
Fico e Manfredi: niente soldi
Ma da Fico e Manfredi arriva una risposta fredda. Nessuna chiusura all’incontro, nessuna contrarietà di principio. Però il nuovo stadio, se si farà, dovrà essere pagato dai privati. «Questo è un investimento che se si vuole fare si deve fare sicuramente privatamente», chiarisce Fico. La Regione, spiega, potrebbe intervenire solo dentro un disegno nazionale di compartecipazione. In caso contrario, al massimo si può parlare di ristrutturazioni di stadi pubblici.
Manfredi si muove sulla stessa linea. Per il sindaco, un nuovo impianto richiederebbe un investimento «ben più di un miliardo» e potrebbe essere realizzato soltanto con fondi privati, perché il calcio è ormai inquadrato come attività commerciale dalle norme nazionali ed europee.
Il Comune, dunque, offre sponda amministrativa ma non risorse. Se il Calcio Napoli presenterà un progetto e metterà sul tavolo i capitali necessari, assicura Manfredi, troverà «disponibilità, sostegno, aiuto amministrativo» e percorsi da rendere «più veloci possibili».
Mentre De Laurentiis mette sul tavolo la competitività futura del Napoli, Fico e Manfredi rispondono che il nuovo stadio va benissimo, purché non lo paghino le istituzioni. Nel giorno della maglia celebrativa, il club guarda al futuro e la politica mette i paletti. Il Maradona resta al centro della scena: simbolo amatissimo, ma anche nodo irrisolto di una città che pretende una squadra da vertice senza aver ancora scelto come darle uno stadio all’altezza.




