Il sindaco aveva assicurato il varo entro giugno
La tanto attesa delibera anti-movida selvaggia promessa dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che la diceva già pronta e da approvare entro giugno, è stata posticipata ancora una volta per il mancato raggiungimento del numero legale in Consiglio comunale. A causa della scadenza del blocco delle autorizzazioni per gli esercizi commerciali di somministrazione intenzionati ad aprire in centro, lunedì è stata discussa e approvata la delibera sulle nuove licenze, che prevede una divisione a zone e un punteggio.
Sono stati presentati da alcuni consiglieri, in particolar modo da Gennaro Esposito, avvocato dei residenti e presidente del Comitato Vivibilità Cittadina, numerosi emendamenti non condivisi dalla maggioranza del Consiglio, tanto che la riunione è durata quasi quattro ore, fino allo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale e al mancato raggiungimento dell’ultimo ordine del giorno: la tanto attesa delibera anti-movida. Ancora una volta tutto è avvenuto nella più totale assenza del sindaco Manfredi. Le ordinanze, quindi, per ora restano ancora in vigore. Se nulla dovesse cambiare, resteranno valide fino a ottobre.
Il paradosso
Tra le disposizioni previste nell’ordinanza c’è lo stop alla somministrazione di bibite alcoliche e analcoliche dalle 22:30 in poi. Divieto previsto anche per l’acqua. Il provvedimento è valido anche per chi vende cibo da asporto. Attualmente l’ordinanza è in vigore in Vico Quercia, piazza San Domenico, Chiaia e in tutte le zone limitrofe, ricoprendo un’area ampissima del centro cittadino, di forte interesse turistico. Le temperature a Napoli negli ultimi giorni sono state molto elevate e si va incontro ai mesi più caldi dell’anno. È un paradosso vietare la somministrazione d’asporto dell’acqua nei mesi più caldi dell’anno.
Il sindaco ha disposto ad Abc il controllo di tutte le fontanine della città. Sono molte quelle inattive e, in intere zone della città, dopo le 22:30 non c’è modo di acquistare acqua da consumare in piedi. Un problema che si aggrava nel weekend, quando i plateatici dei locali si riempiono e un bicchiere d’acqua non basta a dissetare gli avventori, mentre c’è l’esigenza di portare l’acqua sempre con sé. Quella di una delibera diffusa non è solo una promessa mancata da parte del sindaco, ma anche il segnale dell’assenza di volontà nell’accogliere le esigenze dei cittadini e dei turisti.



