Sette milioni per il dramma dei Campi Flegrei, 4,8 milioni per la «legge mancia»: le priorità della Regione Campania

Una scelta che merita di essere spiegata

Mentre migliaia di famiglie dell’area flegrea continuano a fare i conti con i danni, le paure e le conseguenze economiche del bradisismo, la Regione Campania mette sul piatto 7 milioni di euro per affrontare una situazione che da mesi pesa sulla vita quotidiana di cittadini, famiglie e attività produttive.

E nello stesso bilancio regionale spunta una cifra che inevitabilmente fa discutere. Parliamo dei 4,8 milioni di euro destinati alla cosiddetta «legge mancia», il pacchetto di finanziamenti territoriali nella disponibilità dei consiglieri regionali per interventi indicati nei rispettivi territori.

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Il confronto, prima ancora che politico, è simbolico. 7 milioni per un’emergenza che coinvolge un’intera area e migliaia di persone, 4,8 milioni per una misura destinata a finanziare interventi scelti discrezionalmente dalla politica regionale. Significa che la somma destinata alla «legge mancia» equivale a circa il 69% delle risorse stanziate per il dramma dei Campi Flegrei.

È questo il punto che merita una risposta politica. È naturale, quindi, chiedersi quali siano le priorità in una regione chiamata a governare una delle emergenze più delicate del territorio campano. Per le famiglie dei Campi Flegrei ogni milione può significare sostegno, sicurezza, interventi sugli edifici, assistenza e capacità di affrontare un’emergenza che non è ancora finita. Di fronte a questo scenario, destinare quasi cinque milioni a una distribuzione discrezionale e clientelare di risorse territoriali appare, quantomeno, una scelta che merita di essere spiegata.

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La domanda è semplice: è questa la scala delle priorità della Regione Campania guidata da Roberto Fico e dalla sinistra? Perché quando una Regione trova 4,8 milioni per la «legge mancia» e 7 milioni per sostenere una popolazione alle prese con un’emergenza, il problema non è soltanto quanto si spende. È soprattutto come si decide di spendere il denaro pubblico.

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