Colle di Sant’Alfonso, il balcone nascosto sul Golfo di Napoli

Il fascino discreto di un luogo sospeso tra cielo e mare

Pur non essendo tra le mete più fotografate, il Colle di Sant’Alfonso offre uno dei punti di osservazione più belli sul golfo di Napoli. Chiamato anche Pandiera, probabilmente per la sua posizione strategica, monte Sant’Angelo o collina dei Camaldoli, questo meraviglioso luogo si trova nei pressi del Vesuvio, precisamente a Torre del Greco. Il punto più alto è a circa 185 metri sul livello del mare e, grazie anche alla sua bellezza naturalistica, caratterizzata da pini e tanta vegetazione, gode di una vista mozzafiato.

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Su questa collina di origine vulcanica si trova un edificio sacro: la chiesa di San Michele Arcangelo, legata all’antica devozione per l’arcangelo. Al suo interno è possibile ammirare splendidi quadri antichi e opere del Novecento con raffigurazioni sacre, come quelle di San Michele, San Carlo, San Gennaro e molti altri.

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La storia

Un primo edificio era già presente nel Cinquecento e fungeva da ricovero per i cittadini colpiti da qualche morbo. Fu solo nel Seicento che, con l’arrivo dei monaci camaldolesi, si avviò il percorso di consacrazione. Nel Settecento ci fu una ricostruzione che prevedeva anche l’aggiunta di un’infermeria e di un refettorio. Poco tempo dopo venne aggiunta la statua marmorea di San Michele Arcangelo, in sostituzione di quella lignea precedente. Fu però nel 1741, con l’abbattimento della vecchia struttura della chiesa, che l’edificio assunse la forma barocca che ancora oggi conserva, con il suo campanile e le due facciate.

Ci furono anni in cui fu proprietà privata: prima dell’onorevole irpino Federico Capone, poi del barone russo Carlo Pontud de Knorring, che modificò le celle degli eremiti trasformandole in sale per feste, quindi dell’ingegnere Antonio Amodio di Torre Annunziata, che affidò le terre ai coloni Cuciniello, e infine della baronessa tedesca Maria Ursula von Sthoer. Durante la Seconda guerra mondiale fu utilizzato come base tedesca per avvistare i nemici.

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Successivamente divenne dimora dei padri redentoristi di Sant’Alfonso, da cui deriva il nome del colle. Ancora oggi questo luogo idilliaco conserva la sua magia e non di rado viene scelto da coppie di innamorati che decidono di suggellare il loro amore ammirando dall’alto la bellezza del golfo.

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