Iran, Trump: «Vicini a finire il lavoro». Teheran minaccia: «Risposte saranno devastanti»

Il presidente Usa agli alleati Nato: «Prendete il petrolio a Hormuz»

Gli Stati Uniti sono «vicini a finire il lavoro» in Iran: Donald Trump presenta così lo stato della guerra nel suo primo discorso ufficiale dall’inizio dell’operazione. Nel suo intervento di 19 minuti dalla Casa Bianca, il presidente americano ha illustrato le ragioni del conflitto e delineato le prossime mosse, sottolineando che gli obiettivi militari sono ormai prossimi al completamento. Trump ha parlato di un’azione destinata a concludersi a breve, ma ha anche avvertito che l’intensità degli attacchi potrebbe aumentare nelle prossime settimane.

«Tornerà all’età della pietra»

Il presidente ha annunciato che gli Stati Uniti colpiranno duramente l’Iran nelle prossime due o tre settimane, arrivando a farlo tornare «all’età della pietra». Parallelamente, ha ribadito che restano aperti canali diplomatici, ma in assenza di un accordo ha chiarito che Washington è pronta a intervenire sugli impianti elettrici iraniani.

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«Sto facendo quello che nessun altro presidente era disposto a fare. Loro hanno fatto errori, io li sto correggendo», ha dichiarato, attaccando apertamente il precedente accordo sul nucleare con Teheran, definito «disastroso», siglato durante la presidenza di Barack Obama.

Trump ha rivendicato i risultati militari ottenuti finora: «Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti». Secondo il presidente, gli Stati Uniti stanno «smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l’America o di proiettare la sua potenza oltre i propri confini». Da qui la convinzione che la conclusione dell’operazione sia imminente: «Siamo vicini a finire il lavoro e lo finiremo molto presto».

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Alle parole di Washington ha replicato duramente Teheran. Il comando militare iraniano ha avvertito che eventuali ulteriori azioni americane e israeliane saranno seguite da risposte «devastanti». Il portavoce del quartier generale delle forze armate, Ibrahim Zolfaghari, ha dichiarato che gli Stati Uniti «non sapete nulla delle vaste e strategiche capacità della Repubblica islamica e dovrete pagare il prezzo dell’aggressione che avete scatenato». Lo stesso Zolfaghari ha aggiunto che il conflitto proseguirà «fino alla vostra definitiva e permanente umiliazione, al vostro pentimento e alla vostra resa», invitando a aspettarsi «azioni ancora più devastanti, ampie e distruttive» rispetto a quelle già messe in campo.

Impatto economico e ruolo degli alleati

Nel tentativo di rassicurare l’opinione pubblica, Trump ha invitato gli americani a considerare il conflitto come «un investimento nel futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti». Ha inoltre ridimensionato l’impatto economico della guerra, sostenendo che i rincari della benzina saranno temporanei e che «gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti economicamente, e siamo in splendida forma per il futuro».

Il presidente ha poi ringraziato gli alleati in Medio Oriente, citando Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait, e ha spostato l’attenzione sullo Stretto di Hormuz. Trump ha ribadito che gli Stati Uniti non dipendono dal petrolio che transita in quell’area: «Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno».

Ha quindi rivolto un messaggio diretto anche agli alleati della Nato, in particolare a quei Paesi che non hanno preso parte alle operazioni militari, invitandoli a rafforzare la propria autonomia energetica. Il presidente ha suggerito di orientarsi verso l’acquisto di petrolio statunitense, sottolineando l’ampia disponibilità interna, e allo stesso tempo ha esortato gli stessi alleati a intervenire direttamente nello Stretto di Hormuz per garantirne sicurezza e approvvigionamenti.

Trump ha quindi aggiunto che, dopo aver «decimato l’Iran economicamente e militarmente», spetta ai Paesi che ricevono greggio da quel passaggio occuparsene: «Andate allo Stretto e prendetelo». Secondo il presidente, il transito nello Stretto tornerà alla normalità una volta conclusa la guerra.

Obiettivi dell’operazione e scenari futuri

Trump ha ricordato che l’operazione, denominata Epic Fury, proseguirà fino al pieno raggiungimento degli obiettivi: «All’inizio dell’operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andata avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa sera posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve».

Sul piano politico, il commander-in-chief ha precisato che il cambio di regime non era tra gli obiettivi iniziali: «il cambio di regime non era obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli».

Infine, ha ribadito che in assenza di un’intesa diplomatica gli Stati Uniti sono pronti a colpire simultaneamente tutti gli impianti elettrici iraniani. Finora, ha osservato, Washington ha evitato di attaccare il settore petrolifero, pur essendo un obiettivo facile, perché ciò avrebbe privato l’Iran «anche di una piccola chance di sopravvivenza o ricostruzione».

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