La morte di Ylenia Musella: il gip lascia il fratello in carcere

Alla giovane fatale una piccola lesione all’aorta

Resta in carcere Giuseppe Musella, il 28enne che ha ucciso con una coltellata alla schiena la sorella Ylenia Musella, di 22 anni, al culmine di una lite familiare scoppiata perché la ragazza aveva ferito il cagnolino a cui il fratello era molto affezionato.

A deciderlo, dopo l’udienza che si è tenuta ieri in contemporanea con l’esame autoptico, è stato il gip Maria Rosaria Aufieri, che ha convalidato il provvedimento di fermo per omicidio volontario aggravato notificato a Musella dopo la confessione resa alla Squadra Mobile, in Questura, la notte tra il 4 febbraio (giorno dell’omicidio) e il 5 febbraio. Secondo le dichiarazioni rese in Questura quella notte, versione confermata all’udienza di convalida, Giuseppe Musella avrebbe lanciato contro la sorella un grosso coltello senza avere l’intenzione di ucciderla.

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L’arma si è invece conficcata nella schiena della 22enne. Una versione alla quale però il giudice non ha creduto, ritenendola posticcia. Gli avvocati Leopoldo Perone e Andrea Fabbozzo, ieri, al termine dell’interrogatorio, avevano chiesto al gip la riqualificazione dell’omicidio volontario in preterintenzionale e reso noto che più di un testimone avrebbe assistito al lancio del coltello.

L’autopsia sul corpo di Ylenia Musella

E’ stata una minuscola lesione all’aorta, di appena un millimetro, a causare la morte di Ylenia Musella. Le esequie della ragazza si terranno alle 16,30 nella chiesa Sacra Famiglia al rione Luzzatti. «Secondo quanto ci riferisce il nostro consulente, che ha preso parte all’esame autoptico, è plausibile ritenere che la ferita riscontrata sulla schiena della povera Ylenia, sia stata causata dal lancio del coltello», fa sapere l’avvocato Andrea Fabbozzo. «Per giungere alla compatibilità è necessario attendere gli esiti di tutti gli accertamenti – ha proseguito Fabbozzo – però è plausibile che la lesione di appena un millimetro riscontrata all’aorta, che ha portato alla morte Ylenia, possa essere stata determinata dall’impatto con un coltello lanciato e non impugnato».

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Durante l’esame autoptico è stata anche riscontrata una lesione al polmone che però non si è rivelata determinante per il decesso. Per avere il quadro completo tuttavia sarà necessario attendere il deposito della relazione previsto entro 60 giorni.

Il racconto del 28enne

Nel frattempo è emerso che sarebbero state tre le persone, secondo la difesa di Giuseppe Musella, ad aver assistito a quanto accaduto nell’abitazione del rione Conocal di Napoli, dove ha trovato la morte la sorella dell’indagato, Ylenia Musella. A riferirlo è l’avvocato Andrea Fabbozzo che, con il collega Leopoldo Perone, difende il fratello della vittima. Uno dei testimoni sarebbe l’uomo che ha preso in cura il cane dopo che era stato ferito dalla 22enne e che avrebbe assistito al lancio del coltello.

«Che me ne importa del processo, non vedrò più mia sorella», riferisce l’avvocato Perone, «dopo avere ripetuto quello che aveva già detto agli inquirenti in Questura, quando si è consegnato alle forze dell’ordine per confessare».

Giuseppe, secondo quanto riferisce il legale, ha ripercorso quanto accaduto quel pomeriggio, a cui avrebbe assistito una persona che li aiuta nelle faccende di casa: con la sorella ha avuto un primo screzio perché lui voleva riposare e Ylenia, che era al telefono, lo infastidiva. Solo una piccola schermaglia. Ma la situazione è precipitata quando, ha raccontato il giovane, il cagnolino che i due fratelli avevano in casa ha fatto i suoi bisogni. Ylenia, innervosita, è andata dal fratello, che stava riposando, e gli ha intimato di pulire. Poi ha preso uno straccio, ha raccolto i bisogni e ha strizzato lo straccio sul letto dove Giuseppe stava riposando. È scoppiata la lite, i due si sono azzuffati e Ylenia, per ripicca, ha ferito a sangue il cagnolino che guaiva dal dolore.

A questo punto Giuseppe, dopo un breve parapiglia, ha afferrato un coltello che aveva in casa e lo ha lanciato contro la sorella, che stava cercando di allontanarsi, ferendola gravemente alla schiena. Giuseppe, ancora a torso nudo, ha capito che la situazione era grave.

L’arrivo della mamma

È accorsa la mamma, che abita nella stessa palazzina e, con la persona che era con loro nell’abitazione, hanno preso di peso Ylenia e si sono diretti verso l’ospedale Villa Betania, dove i sanitari però non hanno potuto fare altro che constatare che il cuore della 22enne non batteva più. A questo punto i soccorritori, con Giuseppe in auto, si sono allontanati. Giuseppe ha fatto ritorno in nottata, poco prima di mezzanotte, in Questura, con l’avvocato Fabbozzo, per confessare.

Le indagini

Sono state acquisite agli atti anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’ospedale, fanno ancora sapere i legali di Giuseppe Musella, che documentano l’arrivo di Giuseppe in compagnia di altre persone e poi, dopo avere appreso che la sorella era deceduta, il suo allontanamento in auto. Diverse ore dopo, prima di mezzanotte, il 28enne si reca con l’avvocato Fabbozzo in Questura a Napoli dove, in circa tre ore di interrogatorio, renderà la sua confessione sull’accaduto alla Squadra Mobile e al pm Ciro Capasso.

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