Diciotto anni dopo Pianura, Nonno condannato nell’Appello-bis. I legali: «Siamo allibiti»

La difesa annuncia un nuovo ricorso davanti alla Cassazione

Diciotto anni dopo gli scontri contro la riapertura della discarica di Pianura, arriva una nuova condanna per Marco Nonno. La seconda sezione penale della Corte d’Appello di Napoli, presieduta da Francesco Valentini, ha inflitto all’ex consigliere regionale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia a Napoli 3 anni e 4 mesi per il reato di devastazione. Una pena che, sommata ai 2 anni già inflitti per resistenza a pubblico ufficiale, porta la condanna complessiva a 5 anni e 4 mesi. Una decisione che arriva dopo l’assoluzione pronunciata nel 2022 da un altro collegio della Corte d’Appello proprio dall’accusa di devastazione. I difensori hanno già annunciato ricorso in Cassazione.

La Corte ha riconosciuto a Nonno le attenuanti generiche e applicato la continuazione con la precedente condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Il verdetto dell’Appello-bis riguarda dunque il capo relativo alla devastazione, mentre i 2 anni per resistenza erano già stati inflitti nel precedente giudizio. Le motivazioni della nuova sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

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Prima che i giudici entrassero in camera di consiglio, come riferisce Repubblica, Nonno ha reso dichiarazioni spontanee respingendo le accuse: «Ho sempre rispettato le istituzioni», ha affermato, negando di avere mai posto in essere condotte dirette alla devastazione del quartiere nel quale nel 2008 esplose la protesta contro la riapertura della discarica.

I legali: «Siamo allibiti da questa sentenza»

Immediata la reazione dei difensori Sergio Cola e Massimo Fumo. «Siamo allibiti da questa sentenza, a nostro avviso c’erano prove, non considerate in primo grado, determinanti per l’assoluzione. Proporremo ricorso in Cassazione», ha dichiarato Cola.

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Il legale è tornato sulla vicenda sottolineando la distanza temporale dai fatti e richiamando le testimonianze raccolte nel corso del processo: «La sentenza giunge a distanza di ben 18 anni dai fatti – ha affermato Cola – malgrado le testimonianze di politici, tra cui Rosa Russo Iervolino, giornalisti e rappresentanti delle forze dell’ordine. Ovviamente ricorreremo in Cassazione».

Dalla condanna all’assoluzione, poi il nuovo processo

La vicenda giudiziaria nasce dagli scontri avvenuti a Pianura nel 2008, durante la protesta contro la riapertura della discarica in contrada Pisani, nel pieno dell’emergenza rifiuti in Campania. Nonno venne accusato di avere avuto un ruolo nei disordini e nel maggio 2014 fu condannato in primo grado a 8 anni e 6 mesi di reclusione.

Il quadro cambiò radicalmente l’11 gennaio 2022. La Corte d’Appello di Napoli assolse Nonno dall’accusa di devastazione e rideterminò la pena in due anni, con sospensione, per resistenza a pubblico ufficiale. L’assoluzione riguardava dunque proprio l’accusa di devastazione per la quale oggi è arrivata la nuova condanna.

La Procura generale impugnò però quella decisione e la Cassazione annullò l’assoluzione per devastazione, disponendo un nuovo giudizio davanti a un diverso collegio della Corte d’Appello di Napoli. È l’Appello-bis conclusosi con la condanna a 3 anni e 4 mesi per devastazione che, in continuazione con i 2 anni già inflitti per resistenza, determina la pena complessiva in 5 anni e 4 mesi. La vicenda giudiziaria non è ancora conclusa. Dopo il deposito delle motivazioni, la difesa ha già annunciato che presenterà un nuovo ricorso in Cassazione.

Schifone: «Dopo diciotto anni una vicenda ancora aperta»

A esprimere solidarietà a Marco Nonno è Luciano Schifone: «Apprendo con incredulità la notizia della sentenza che ha condannato Marco Nonno. Non è possibile che, a diciotto anni di distanza dai fatti, una vicenda giudiziaria possa essere ancora aperta e continuare a segnare la vita di una persona. Conosco Marco da tanti anni, conosco il suo impegno politico e la battaglia portata avanti a difesa del territorio e dei cittadini di Pianura. Nel pieno rispetto della magistratura, non posso nascondere lo sconcerto per quanto accaduto oggi. A Marco va tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza, con la certezza che continuerà a far valere le proprie ragioni nelle sedi previste dall’ordinamento».

«Apprendo con incredulità la notizia della sentenza che ha condannato Marco Nonno. Non è possibile che, a diciotto anni di distanza dai fatti, una vicenda giudiziaria possa essere ancora aperta e continuare a segnare la vita di una persona. Conosco Marco da tanti anni, conosco il suo impegno politico e la battaglia che portò avanti insieme ai cittadini per salvare Pianura dalla mega discarica organizzata dal centrosinistra della Regione di Antonio Bassolino e da Romano Prodi. Nel pieno rispetto della magistratura, non posso nascondere lo sconcerto per quanto accaduto. A Marco va tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza, con la certezza che continuerà a far valere le proprie ragioni nelle sedi previste dall’ordinamento».

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