L’Aiop: «La guerra non l’abbiamo dichiarata noi, ci stiamo difendendo»
Circa tremila prestazioni rinviate in un solo giorno e ricoveri programmati sospesi nelle case di cura private accreditate della Campania. È l’effetto dello stop proclamato da Aiop dopo mesi di confronto con la Regione su budget, contratti e tariffe. Restano garantite le urgenze. La protesta arriva dopo nove mesi trascorsi, secondo l’associazione, senza un budget definitivo e senza i contratti che stabiliscono quantità e remunerazione delle prestazioni erogate per conto del Servizio sanitario regionale.
A spiegare le ragioni della vertenza è il presidente regionale di Aiop, Sergio Crispino, che a Napoli ha ricostruito il percorso sfociato nella sospensione dei ricoveri programmati, indicando nell’ultima riunione del 15 settembre il punto di rottura. «La guerra non l’abbiamo dichiarata noi, ci stiamo semplicemente difendendo. L’incontro è culminato in un nulla di fatto. Dopo che l’istituzione era stata lungamente avvertita che non si poteva tirare troppo la corda rispetto ad un settore, quello delle strutture ospedaliere accreditate, che insieme alle strutture pubbliche reggono il Servizio sanitario regionale», ha detto Crispino in apertura della conferenza.
Il nodo di budget e tariffe
Secondo Aiop, le strutture hanno ricevuto finora acconti calcolati sul budget dello scorso anno, rimasto sostanzialmente fermo. Al centro della protesta ci sono anche le tariffe, che l’associazione indica come ferme da 14 anni e ribassate del 10%. I dati presentati mostrano che nel 2025, dei circa 5,3 miliardi destinati al fondo ospedaliero regionale, 756 milioni, pari al 14,23%, sono stati assegnati all’ospedalità accreditata.
Le strutture private accreditate, sostiene Aiop, erogano però circa il 30% delle prestazioni ospedaliere, contro il 70% del pubblico. Per il 2024 l’associazione quantifica in 215.942 le prestazioni delle case di cura accreditate, per un valore di 814 milioni di euro, a fronte di un budget di 747,8 milioni: la differenza, pari a 66,2 milioni, corrisponderebbe quindi a prestazioni effettuate oltre budget e non remunerate.
Crispino ha richiamato anche il problema della mobilità sanitaria. Nelle tabelle illustrate da Aiop la perdita netta legata ai ricoveri fuori regione viene indicata in 308 milioni di euro nel 2024 e in 314 milioni nel 2025. La Campania, inoltre, avrebbe 3,21 posti letto ogni mille abitanti, rispetto a una media nazionale indicata in 3,66. «Non si possono erogare prestazioni gratuitamente.
In più, costruire una rete di prestazioni ospedaliere significa fare investimenti in termini di professionalità e macchinari. Se non si sorregge l’investimento attraverso il lavoro, facendo lavorare le strutture, queste possono andare in squilibrio economico, ma il problema sono i pazienti che non vengono curati e sono costretti a migrare», ha sottolineato il presidente regionale di Aiop.
Le richieste alla Regione
L’associazione chiede alla Regione risposte su budget ritenuti non adeguati al fabbisogno regionale, contratti, adeguamento delle tariffe e pagamento delle prestazioni già erogate, con particolare attenzione alla rete oncologica, alla riabilitazione e ai pronto soccorso. «I fondi esistono, lo Stato li ha messi in finanziaria – ha incalzato Crispino -. C’è un +6,5% che la Regione, non si è capito perché, non vuole riconoscere al settore accreditato. È da questo che ci stiamo difendendo: da questa mancata programmazione».




