Regione Campania, Fico: «Approvato il salario minimo, impegno mantenuto»

La norma dovrà ora passare l’esame del Consiglio regionale

Il primo provvedimento della Giunta regionale della Campania targata Roberto Fico ha un valore dichiaratamente politico oltre che simbolico: si tratta del disegno di legge sul salario minimo. La norma, varata in occasione della prima seduta di giunta guidata dall’ex Presidente della Camera in quota Cinquestelle, dovrà ora passare l’esame del Consiglio regionale che dovrà approvarla per dare una risposta alla piaga del cosiddetto lavoro povero, uno dei vessilli sbandierati dal Campo Largo nel corso della campagna elettorale per le Regionali.

Nel merito, il disegno di legge prevede che in tutte le procedure di gara della Regione, delle Asl, degli enti strumentali e delle società controllate, sia attribuito un punteggio premiale agli operatori economici che si impegnano ad applicare una retribuzione minima oraria non inferiore a 9 euro lordi – soglia che l’Istat indica come discrimine tra lavoro dignitoso e povertà lavorativa. Il punteggio, seguendo un meccanismo premiale, potrà crescere progressivamente per le imprese che offrano retribuzioni più elevate. Il disegno di legge prevede inoltre un meccanismo di aggiornamento annuale dell’importo minimo.

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«Sono orgoglioso di mantenere un impegno preso con i cittadini campani in campagna elettorale – commenta Fico nel presentare il provvedimento -. In Italia un lavoratore su dieci percepisce una retribuzione sotto la soglia di povertà lavorativa; in Campania, dove le retribuzioni medie sono inferiori del 26% rispetto alla media nazionale, il fenomeno è ancora più acuto».

«Con questa legge – spiega – utilizziamo la leva degli appalti pubblici per premiare le imprese che garantiscono ai propri dipendenti una retribuzione dignitosa, come prescrive l’articolo 36 della nostra Costituzione. Sono felice che questo figuri tra i primi provvedimenti approvati dalla Giunta. Si tratta di un segnale doveroso: il ‘lavoro povero’ è una contraddizione intollerabile, calpesta i diritti e la dignità dei lavoratori. Il dovere delle istituzioni è intervenire per favorire misure di giustizia sociale, contrastare disparità e povertà lavorativa. Ed è quello che, come Regione Campania, intendiamo fare».

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