Venezuela annuncia il rilascio di detenuti stranieri: speranze per Trentini e altri 25 connazionali

C’è anche un imprenditore di Avellino

Cresce l’attesa per la liberazione dei cittadini italiani e italo venezuelani detenuti in Venezuela dopo l’annuncio di Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale, che ha comunicato il rilascio di un «numero importante» di detenuti venezuelani e stranieri. Oltre ad Alberto Trentini, ci sarebbero altri 25 connazionali coinvolti per motivi legati alla politica, all’attività professionale o all’espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro.

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Tra i casi più noti si segnalano Daniel Enrique Echenagucia, imprenditore di Avellino, arrestato con la famiglia il 2 agosto 2024. Rilasciati i familiari, lui è scomparso per settimane. Dopo la sparizione forzata, oggi è detenuto a El Rodeo I, quasi in stato di isolamento totale.

Da oltre un anno in carcere anche Mario Burlò, imprenditore torinese, trattenuto secondo i familiari senza motivi chiari. Burlò sarebbe partito nel 2024 per andare in Venezuela per esplorare nuove opportunità imprenditoriali, ma non è più tornato. «Non lo vedo dal novembre 2024. Mi aveva detto che sarebbe partito per il Venezuela», ha detto la figlia in un’intervista al Corriere della Sera di Torino, affermando di averlo sentito solo a «ottobre scorso, dopo undici mesi senza alcun contatto». La famiglia ha parlato di una chiamata «molto breve». «Non ci siamo detti molto. Ovviamente la conversazione era controllata. Ne ho certezza, perché sentivo in sottofondo una voce che in spagnolo diceva: «Tres minutos, dos minutos, un minuto màs…». Abbiamo parlato un po’ di cose nostre e di quanto ci mancavamo», le parole riportate dal Corsera.

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Gli altri

Ma la lista non si ferma a Burlò. Son infatti molti gli italiani che si trovano nel famigerato El Helicoide, struttura carceraria di Caracas, tristemente nota per l’isolamento e i duri interrogatori. Tra loro ci sono Gerardo Coticchia Guerra, Juan Carlos Marruffo Capozzi, Perkins Rocha e Hugo Marino, quest’ultimo scomparso nel 2019. Anche loro rientrano nell’elenco dei cittadini italiani detenuti per motivi politici.

Le loro storie evidenziano lunghe settimane di isolamento e incertezza, difficoltà di comunicazione con le famiglie e gravi rischi per la salute. In passato, anche Amerigo De Grazia, calabrese e oppositore del presidente Maduro, era stato trattenuto per oltre un anno prima di essere liberato nell’agosto 2025. L’annuncio di Caracas ha quindi acceso la speranza. La prospettiva di un rilascio o un ritorno sicuro in patria è ora al centro di monitoraggi diplomatici e iniziative internazionali.

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