Sanità, Unione Industriali di Napoli in pressing su Fico: «Rischio paralisi»

Ritardi crescenti nel pagamento delle spettanze

Contratti ancora da sottoscrivere, pagamenti in ritardo e tetti di spesa da definire. Per le strutture private accreditate della Campania, secondo Unione Industriali Napoli, il margine per evitare il blocco di numerosi servizi sanitari si sta rapidamente riducendo.

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Giovanni Severino, delegato alla Sanità di Unione Industriali Napoli, ricorda il confronto avviato con la Regione: «Ho consegnato personalmente a fine aprile al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, un memorandum in cui ribadivamo le nostre richieste per poter migliorare l’assistenza sanitaria in Campania, valorizzando il ruolo delle imprese private accreditate. Lo scenario in questi mesi è peggiorato, ma confidiamo che il presidente intenda mantenere fede al proprio impegno di assicurare una svolta a un servizio primario per la cittadinanza».

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Severino avverte: «Il tempo disponibile per evitare una paralisi delle prestazioni, con danni per la salute pubblica e per migliaia di lavoratori del comparto, è ormai molto ridotto», avverte Severino che prosegue: «C’è il rischio di bloccare interi servizi, dall’ospedaliero alla radiologia, dalla medicina nucleare ai laboratori di analisi, dalla riabilitazione alla dialisi».

A determinare lo stop è la mancata sottoscrizione dei contratti tra le Asl e le strutture private accreditate. «Dall’inizio del 2026 lavoriamo senza alcuna garanzia, con ritardi crescenti nel pagamento delle spettanze e senza alcuna certezza sui tetti di spesa, che la Regione deve ancora definire area per area», spiega il delegato alla Sanità che aggiunge: Nessuna delle fondamentali richieste da noi avanzate ha finora ricevuto risposta, neppure quella di eliminare vincoli di budget per interventi assistenziali indifferibili come quelli di pronto soccorso».

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La denuncia

Il rappresentante di Unione Industriali Napoli sottolinea inoltre: «Manca una programmazione delle attività che tenga conto delle effettive esigenze dell’utenza. Una condizione tanto più paradossale, in quanto il sistema sanitario pubblico va avanti già attualmente con lunghissime liste di attesa e non può certamente farsi carico anche delle qualificate e spesso esclusive prestazioni fornite dalle strutture private accreditate. Chiediamo a Fico di assumere come prioritaria la questione, intervenendo direttamente per sbloccare una situazione ai limiti dell’assurdo».

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