Torre Annunziata, Oplonti Futura: sparite le dirette del Consiglio comunale

D’Avino e Russo: si danneggia la trasparenza

Mancano all’appello le registrazioni video delle sedute consiliari di Torre Annunziata e Oplonti Futura solleva il caso in aula, portando all’attenzione dell’Amministrazione comunale una questione che riguarda la trasparenza dell’attività istituzionale. I consiglieri comunali di opposizione del gruppo Oplonti Futura, Lucio D’Avino e Marco Russo, hanno presentato un’interpellanza sulla mancata conservazione e pubblicazione delle registrazioni delle dirette streaming del Consiglio comunale, chiedendo chiarimenti formali al sindaco e alla giunta.

Nel documento viene ricordato come il Consiglio comunale rappresenti il principale organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo dell’ente e come la pubblicità delle sedute sia uno strumento essenziale per garantire la partecipazione democratica e il controllo diffuso da parte dei cittadini sull’operato dell’Amministrazione.

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Le registrazioni non più reperibili

Secondo quanto riportato nell’interpellanza, da verifiche e controlli interni sarebbe emerso che le registrazioni video delle dirette streaming delle sedute consiliari non risultano più disponibili. I filmati non sarebbero reperibili sul portale web istituzionale del Comune, né sull’Albo Pretorio online, né sulla pagina Facebook ufficiale dell’ente, canale attraverso il quale le sedute venivano trasmesse in diretta.

L’assenza riguarderebbe non solo le sedute più recenti, ma anche consigli comunali svolti in passato e regolarmente trasmessi in streaming, circostanza che ha spinto i consiglieri a formalizzare la segnalazione.

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Nel testo viene evidenziato come la mancata conservazione e pubblicazione delle registrazioni video limiti il diritto dei cittadini a essere informati sull’attività del Consiglio comunale e riduca le possibilità di seguire i lavori istituzionali anche in un momento successivo alla diretta.

Secondo i consiglieri firmatari, questa situazione compromette la trasparenza dell’azione amministrativa e ostacola l’esercizio delle funzioni di controllo e indirizzo da parte degli stessi consiglieri comunali, che non possono fare riferimento a un archivio completo e consultabile delle sedute.

I quesiti rivolti a sindaco e giunta

Attraverso l’interpellanza, Oplonti Futura chiede innanzitutto per quali motivi le registrazioni delle dirette streaming del Consiglio comunale non risultino più disponibili sui canali istituzionali dell’ente.

Viene inoltre domandato chi sia il soggetto responsabile della gestione, della conservazione e della pubblicazione delle registrazioni video delle sedute consiliari e se l’attuale situazione sia riconducibile a scelte organizzative, a problematiche di natura tecnica o alla mancanza di un sistema strutturato di archiviazione digitale.

Un ulteriore quesito riguarda l’assenza di un archivio pubblico delle sedute del Consiglio comunale e se tale mancanza sia ritenuta adeguata dall’Amministrazione. I consiglieri chiedono infine quali iniziative urgenti si intendano adottare per ripristinare la piena trasparenza e l’accessibilità dei lavori consiliari.

Le proposte avanzate dall’opposizione

Oltre alle domande, l’interpellanza contiene una serie di richieste operative rivolte all’Amministrazione comunale. D’Avino e Russo chiedono l’istituzione di una sezione dedicata sul sito istituzionale del Comune, come un archivio video o una WebTV del Consiglio comunale, all’interno della quale conservare e rendere consultabili tutte le registrazioni delle sedute.

Viene inoltre sollecitata la garanzia della conservazione digitale nel tempo dei filmati, affinché le registrazioni non vadano perse e restino fruibili anche a distanza di anni. Nell’atto si chiede anche di definire formalmente, attraverso un provvedimento amministrativo, le responsabilità e le modalità di gestione delle dirette streaming e del relativo archivio.

Infine, domandano che le future sedute del Consiglio comunale siano sempre accessibili anche in modalità asincrona, così da consentire ai cittadini di seguire i lavori istituzionali anche in momenti diversi dalla diretta, a tutela della partecipazione e dell’informazione pubblica.

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