Uccide la moglie e il figlio, Ocone ha confessato: «Era aggressiva e autoritaria»

I minori aggrediti nella casa a Paupisi e trascinati in auto

La Procura della Repubblica di Benevento ha disposto un decreto di fermo nei confronti di Salvatore Ocone, accusato di aver ucciso la moglie Elisabatta Polcino e il figlio quindicenne e di aver tentato di togliere la vita alla figlia sedicenne, ora ricoverata in gravi condizioni. Il provvedimento è stato notificato dai carabinieri di Benevento e Campobasso. Dopo ore di interrogatorio, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Campobasso con le accuse di duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona.

La ricostruzione della strage a Paupisi

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Ocone avrebbe colpito a morte la moglie Elisa Polcino, 49 anni, con una grossa pietra, per poi aggredire i figli all’interno della loro abitazione di Paupisi, nel Beneventano. Dopo li avrebbe trascinati in auto e tentato la fuga. «Ci siamo resi conto subito che i ragazzi erano stati colpiti in casa – ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri di Benevento, colonnello Calandro –. Di qui la corsa per rintracciare l’auto e provare a salvare i figli».

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Cattura e interrogatorio notturno a Campobasso

L’uomo, catturato nelle campagne di Ferrazzano (Molise), ha confessato le proprie responsabilità durante un interrogatorio notturno durato circa un’ora e mezza davanti al procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, nella caserma dei carabinieri di Campobasso. «È stata data esecuzione a un fermo per duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona. È stato interrogato e ha reso confessione – ha dichiarato Scarfò –. Su altri dettagli non possiamo ancora esprimerci, servono ulteriori approfondimenti. Ringrazio i carabinieri di Benevento e Campobasso per la collaborazione, speriamo sia stata utile soprattutto per la giovane che ora è in ospedale».

Le parole di Ocone e i precedenti sanitari

Durante la conferenza stampa, gli inquirenti hanno riferito che Ocone, interrogato sulle motivazioni, avrebbe detto: «Mia moglie era aggressiva e autoritaria». È stato inoltre confermato che l’uomo soffriva di problemi psichiatrici: era stato trattato per una psicosi cronica e nel 2011 era stato sottoposto a un trattamento sanitario obbligatorio (Tso). «Dopo quell’episodio non ci sono stati altri interventi», hanno precisato gli investigatori.

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Le condizioni della figlia sedicenne

La figlia sedicenne, unica sopravvissuta alla strage, è stata trovata nel pomeriggio di ieri a bordo dell’auto del padre, in fuga verso Campobasso. Trasferita d’urgenza dall’ospedale del capoluogo molisano al centro «Neuromed» di Pozzilli (Isernia), è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico alla testa. Le sue condizioni sono attualmente stazionarie e, secondo fonti mediche, non sarebbe in pericolo di vita.

Mentre nella tarda serata di iei è arrivato nella villetta di Paupisi Mario Ocone, 23 anni, primogenito di Elisa Polcino, che al momento del massacro si trovava a Rimini dove lavora. Il giovane, descritto come riservato e scosso dall’accaduto, ha subito chiesto notizie della sorella. Ha trascorso la notte nella casa del nonno materno e della zia e questa mattina è partito per Pozzilli per farle visita in ospedale.

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