Napoli, Muscarà: «Serve chiarezza sul futuro delle Terme di Agnano»

La consigliera ha presentato un’interrogazione regionale

La consigliera regionale indipendente, Marì Muscarà, ha presentato una nuova interrogazione a risposta scritta rivolta al presidente della Giunta regionale della Campania, in merito alla grave situazione in cui versa il complesso termale delle Terme di Agnano.

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«La società “Terme di Agnano S.p.A.” in liquidazione, interamente partecipata dal Comune di Napoli, è l’unica concessionaria per lo sfruttamento delle acque termali, in forza di una concessione regionale risalente al 1941 – ricorda in una nota – Nonostante il recente concordato preventivo omologato dal Tribunale di Napoli con sentenza n. 150/2025, che punta al rilancio delle attività per far fronte a un debito stimato in 25 milioni di euro, lo stato attuale della struttura resta altamente critico».

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«Oggi nell’intera area termale – sottolinea Muscarà – risultano impiegate solo due unità di personale, a fronte di un complesso che avrebbe invece bisogno di una gestione attenta e di risorse adeguate per tornare pienamente operativo e accessibile. Preoccupano inoltre le notizie emerse da fonti stampa, secondo cui l’albergo termale, oggi in condizioni di grave degrado, sarebbe stato oggetto di una proposta di acquisto da parte dell’Inail nazionale, poi inspiegabilmente ritirata».

Le Stufe di San Germano

«Nel frattempo, alcune aree come le Stufe di San Germano sono state recentemente riaperte, ma solo attraverso iniziativa privata, rendendo di fatto inaccessibili ai più questi luoghi straordinari per bellezza e valore terapeutico».

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«Le Stufe di San Germano – spiega Muscarà – sono saune naturali uniche al mondo, alimentate da soffioni vulcanici e ricche di idrogeno solforato e sali minerali. È inaccettabile che oggi siano parte di un percorso privato riservato a pochi, quando dovrebbero essere patrimonio pubblico a disposizione di tutti».

Alla luce di questa situazione, la Consigliera ha chiesto formalmente alla Giunta regionale: «Se vi sia l’intenzione concreta di recuperare le funzioni pubbliche della struttura e di rilanciare le attività termali a beneficio della collettività; quali misure intende adottare la Regione per difendere il diritto della cittadinanza ad accedere a un bene pubblico, considerato che le acque termali appartengono al patrimonio regionale».

L’interrogazione segue un precedente atto ispettivo (R.G. n. 925 del 30/09/2024) presentato dalla stessa Consigliera, rimasto senza risposte concrete. «Difendere le Terme di Agnano – conclude Muscarà – significa proteggere un pezzo prezioso del nostro territorio e garantire che non venga svenduto a logiche di privatizzazione. Questo patrimonio deve tornare a vivere per tutta la cittadinanza».

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