Appalti a Sorrento, il procuratore: impreditore disperato ha deciso di collaborare

Secondo quanto ricostruito l’uomo stava pensando al suicidio

Un imprenditore esasperato dalle richieste di mazzette del sindaco di Sorrento (Napoli) Massimo Coppola si è presentato in Procura a Torre Annunziata perché stava pensando al suicidio, tanto era tartassato.

Lo ha rivelato il procuratore Nunzio Fragliasso, nel corso della conferenza stampa per illustrare l’operazione della guardia di finanza del gruppo oplontino e della compagnia di Massa Lubrense che ha portato a 16 arresti, nell’ambito dell’inchiesta sul sistema Sorrento.

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«Pur avendo pagato e ottenuto appalti – ha spiegato il procuratore Fragliasso – era disperato. Ha confessato e si è reso disposto a collaborare. Così è nata l’operazione pilotata, dello scorso 21 maggio, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata ed eseguita in maniera magistrale dalla Guardia di Finanza, che ha portato all’arresto in flagranza di reato del sindaco Coppola e del suo staffista Francesco Di Maio». In carcere oggi sono finite altre 10 persone, mentre 5 sono state sottoposte agli arresti domiciliari, tra questi coinvolti 7 imprenditori e 2 funzionari comunali.

Passati al setaccio nel corso delle indagini 36 appalti per oltre 35 milioni di euro, tra questi 4,5 milioni di fondi finanziati dal Pnrr e altri Fesr. Secondo la ricostruzione, la cassa delle mazzette era gestita dall’ex cartomante Raffaele Guida, noto come Lello il sensitivo, ritenuto uomo di fiducia del sindaco Coppola e vero e proprio intermediario. A lui erano già stati sequestrati 167mila euro. Guida – è emerso delle intercettazioni – si presentava come vicesindaco di Sorrento agli imprenditori, in virtù «di una autoinvestitura astrale» scrive il gip nella misura cautelare. Le percentuali versate dagli imprenditori sarebbero dal 6 al 10%.

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