Agguato a Ponticelli, ferito il cugino del ras defunto Alessio Bossis

Ferito alle gambe in via Argine. Per gli investigatori non sarebbe collegato al raid a Barra ai danni del genero del boss Angelo Cuccaro

A poche ore dal massiccio blitz delle forze dell’ordine contro la malavita di Ponticelli, nel quartiere si è tornato a sparare. Salvatore Bossis, 31 anni, cugino di Alessio Bossis, defunto reggente del clan De Luca Bossa, è stato ferito a colpi di pistola. Due proiettili hanno raggiunto alle gambe. Portato d’urgenza all’ospedale Villa Betania, è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Fortunatamente, la sua vita non è in pericolo. Sul ferimento stanno indagando gli agenti della Squadra Mobile guidata da Giovanni Leuci.

Salvatore Bossis è imparentato con il giovane ras Alessio, ucciso quasi due anni fa, il 24 ottobre 2022, nel parcheggio di un centro commerciale a Volla. L’assassinio di Alessio Bossis, giovane leader emergente del clan De Luca Bossa, non ha ancora un nome. Solo ventiquattr’ore prima del ferimento di Bossis, è stato registrato un agguato nel vicino quartiere di Barra. Il bersaglio era Antonio Ciscognetti, 33 anni, genero del boss detenuto Angelo Cuccaro. Due agguati ravvicinati nel tempo e nello spazio, ma scollegati secondo le forze dell’ordine.

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Alessio Bossis faceva parte del cartello De Luca Bossa-Minichini-Audino-Rinaldi. Questa fazione era in aperto conflitto con i Mazzarella e i loro alleati, in una guerra che si combatteva senza sosta tra Ponticelli, Barra e San Giovanni. Secondo le ipotesi il movente del delitto di Alessio Bossis potrebbe essere il tentato omicidio dei figli di due grossi nomi della mala, Roberto Mazzarella e Clemente Amodio. Quel raid ha innescato una spirale di vendette.

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