Dl Sicurezza, arriva la stretta del governo: body cam, carceri, migranti e Cpr

Introdotto anche il reato resistenza passiva per carceri e Centri di permanenza per i rimpatri

Il governo tira dritto sul dl sicurezza e la Camera approva una serie di emendamenti restrittivi che riguardano carceri, migranti e Cpr provocando la reazione decisa dell’opposizione. Si parte, in ordine cronologico, con l’approvazione, senza emendamenti, dell’articolo 21 del ddl sicurezza che prevede le bodycam per le forze di polizia impegnate nel mantenimento dell’ordine pubblico, anche se non come dotazione obbligatoria.

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«Nei luoghi e negli ambienti in cui sono trattenute persone sottoposte a restrizione della libertà personale possono essere utilizzati dispositivi di videosorveglianza», si legge nell’articolo. Stanziati in tutto oltre 23 milioni in tre anni. Ma niente numeri identificativi sulle divise degli agenti, richiesti da parte dell’opposizione.

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Poco dopo l’Aula della Camera ha approvato l’articolo 26 del ddl sicurezza, emendato dal governo, che introduce nel codice penale anche la «resistenza passiva» in carcere. Chi «partecipa ad una rivolta mediante atti di violenza o minaccia o di resistenza all’esecuzione degli ordini impartiti, commessi in tre o più persone riunite, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni». In tale contesto «costituiscono atti di resistenza anche le condotte di resistenza passiva». Una norma che vale anche per i Cpr.

Passano poche ore e in serata la Camera da il via libera alla stretta per i cittadini extra Ue sull’acquisto dei telefonini, previsto dall’articolo 32 del ddl sicurezza. Esso prevede che tra i documenti che un operatore deve acquisire per vendere una Sim, oltre a quelli di identità, «se il cliente è cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea», deve esserci «copia del titolo di soggiorno». Se si è condannati per sostituzione di persona per poter sottoscrivere il contratto l’acquisto viene inibito «per un periodo da sei mesi a due anni». Bocciato l’emendamento soppressivo della norma proposto da M5s.

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Le opposizioni insorgono

«Con il reato di resistenza passiva andiamo oltre la propaganda di questo provvedimento nel suo complesso perché siamo davanti ad un attacco alle fondamenta del nostro stato di diritto. La maggioranza e il governo insistono su scelte ingiuste e incostituzionali che arrivano addirittura a criminalizzare la resistenza passiva e non violenta», afferma per il Pd Simona Bonafè.

Ancora più duro il Movimento 5 stelle: «l’aberrazione giuridica di questo testo arriva al punto da prevedere il reato di rivolta rispetto ad ordini impartiti anche nei centri per migranti e addirittura nelle strutture che ospitano minori stranieri non accompagnati. State scrivendo una serie di aberrazioni giuridiche oltre che etiche e civili», attacca la deputata M5S Valentina D’Orso. Sulla stessa linea Avs: «è aberrante la norma che vieta le schede telefoniche ai migranti irregolari, le stesse persone impiegate illegalmente nei nostri campi e nelle nostre imprese. Una norma che apre le porte del mercato nero e che rende più difficile la vita alle persone. Ci accusate di buonismo, noi siamo orgogliosi di esserlo, siamo il vostro contrario, voi siete cattivissimi», dice Filiberto Zaratti per Avs.

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