Liguria, Toti patteggia la pena con la Procura: 2 anni e un mese

Il legale: accusa riconosce che non ha mai usufruito personalmente delle somme raccolte

Giovanni Toti, arrestato lo scorso maggio per corruzione, raggiunge con la procura di Genova l’accordo per patteggiare a 2 anni e un mese. L’ex governatore ligure, se l’intesa con la procura sarà ratificato dal giudice per l’udienza preliminare il 15 ottobre, vedrà convertita la pena in 1.500 ore di lavori di pubblica utilità e la confisca di 84.100 euro. Lo si apprende da fonti legali. In questo modo salta il processo già fissato per il 5 novembre.

«Nell’accordo tra i procuratori e la difesa dell’ex governatore l’accusa riconosce che Toti non ha mai usufruito personalmente delle somme raccolte dal suo comitato politico, utilizzate solo per le attività politiche», afferma l’avvocato Stefano Savi. «Si riconosce – continua Savi – anche che gli atti prodotti dalla pubblica amministrazione fossero totalmente legittimi, così come i versamenti sotto forma di contributi all’attività politica. Cadono quindi le accuse di corruzione e le altre ipotesi di reato con l’esclusione della cosiddetta “corruzione impropria”, ovvero per atti legittimi degli uffici». «Al termine di oltre tre anni di indagini, continue intercettazioni, pedinamenti, filmati e quasi tre mesi di detenzione domiciliare, l’accordo prevede una sanzione di circa 1.500 ore di lavori di pubblica utilità e la restituzione da parte del Comitato Toti delle somme direttamente contestate».

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Toti: «Amarezza e sollievo per la fine di una vicenda tormentata»

«Come tutte le transazioni suscitano sentimenti opposti: da un lato l’amarezza di non perseguire fino in fondo le nostre ragioni di innocenza, dall’altro il sollievo di vederne riconoscere una buona parte». È il commento di Giovanni Toti dopo l’accordo. «Resta quel reato “di contesto” definito corruzione impropria, legato non ad atti ma ad atteggiamenti, una accusa difficile da provare per la sua evanescenza, ma altrettanto difficile da smontare per le stesse ragioni» prosegue l’ex governatore.

«Detto ciò, di fronte a questo finale, credo appaia chiara a tutti la reale proporzione dei fatti avvenuti e della loro conclusione – dice ancora Toti -, che pone fine alla tormentata vicenda che ha pagato una istituzione oltre alle persone coinvolte e che lascia alle forze politiche il dovere di fare chiarezza sulle troppe norme ambigue di questo paese che regolano aspetti che dovrebbero essere appannaggio della sfera politica stessa e non a quella giudiziaria».

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