Estorsione per il clan Fontanella, il sindaco Abagnale: «Imprenditori denuncino, Stato c’è»

Il primo cittadino: «Per Sant’Antonio Abate è un’altra giornata importante»

«Ringrazio l’Arma dei Carabinieri e la Magistratura a nome di tutti i cittadini di Sant’Antonio Abate e di tutti gli imprenditori abatesi, che ogni giorno lavorano per migliorare la nostra comunità con sacrifici e impegno, nel rispetto di valori importanti come la Legalità».

A dirlo è Ilaria Abagnale, sindaco di Sant’Antonio Abate (Napoli), dopo l’arresto di due persone per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. In carcere sono finiti l’ex killer pentito Gioacchino Fontanella e la guardia giurata Nicola Mendola. Vittima della richiesta di estorsione da un milione di euro è un consigliere comunale, suocero del sindaco.

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«Ancora una volta – dice Ilaria Abagnale – la tranquillità della comunità abatese era stata minata da chi, con minacce e soprusi, voleva imporre il terrore a Sant’Antonio Abate. Ancora una volta, il coraggio di chi vive nella Legalità ha avuto la meglio sulle pressanti richieste della camorra. E, ancora una volta, la mia famiglia è stata in prima linea, con l’arma più potente che gli imprenditori e le persone oneste hanno: la denuncia. Oggi – prosegue la sindaca abatese – per Sant’Antonio Abate è un’altra giornata importante che segna un altro punto decisivo nella lotta contro le illegalità di ogni genere».

«A chi, invece, in queste settimane ha vissuto i nostri stessi sentimenti di paura – conclude Ilaria Abagnale – chiedo di fare un passo avanti, di non indietreggiare, di denunciare, di avere fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura: lo Stato c’è ed è sempre accanto a chi denuncia. E la risposta è decisa, severa e immediata».

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