G7 Giustizia, Nordio: «Nasce Venice Justice Group, facciamo squadra su tutela stato di diritto»

I centri sociali provano a forzare i cordoni di polizia e scoppiano nuovi scontri

Bandiere della Palestina e scontri con la polizia a un paio di calli dal G7 della Giustizia a Venezia, ribattezzato «dell’ingiustizia» dai manifestanti dei centri sociali del Nord est. I disordini si sono verificati negli stessi minuti in cui il gruppo di guardasigilli dei sette Paesi ha suggellato un’alleanza contro trafficanti di essere umani, le mafie, la diffusione delle nuove droghe e i rischi derivati dagli utilizzi criminali dell’intelligenza artificiale.

Le tensioni sono cominciate quando nel pomeriggio i manifestanti, circa 250, hanno cercato di forzare il cordone di polizia e avvicinarsi alla sede dell’incontro: qui ci sono state alcune cariche di alleggerimento delle forze dell’ordine, per impedire lo sfondamento del cordone degli agenti in assetto antisommossa.

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Fra i manifestanti alcuni indossano caschi ed elmetti. Ma per gli esponenti dei centri sociali, che hanno intonato slogan pro Gaza, è stata una protesta contro l’attuale situazione in Palestina: «Quei ministri blindati in un palazzo non sanno leggere la realtà del mondo, il primo atto di Giustizia dovrebbe essere schierarsi contro questa guerra – hanno urlato ai megafoni i manifestanti – . La nostra è una Giustizia dal basso, che difende le realtà territoriali».

Al summit nella città lagunare sotto la presidenza italiana i titolari della Giustizia di Giappone, Usa, Germania, Canada, Regno Unito e Francia, con il ministro ucraino come ospite, hanno messo insieme una serie di dossier annunciando un lavoro costante che non si fermerà al G7, ma ha già nuovi appuntamenti in vista. Durante il vertice, che si è svolto nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista, è nata la ‘Venice Justice Group’, un organismo permanente che punta a rafforzare e coordinare le iniziative su temi urgenti, a partire dalle problematiche connesse alla guerra in Ucraina, compresa quella ibrida, combattuta con l’intelligenza artificiale che tenta di manipolare e veicolare le scelte elettorali.

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Nordio: «Un organismo che permetta di rafforzare e coordinare ancor di più le nostre iniziative»

«In questo G7 Giustizia sotto presidenza italiana vogliamo far nascere il ‘Venice Justice Group’, un organismo che permetta di rafforzare e coordinare ancor di più le nostre iniziative. Un nuovo strumento a tutela dello stato di diritto, oggi sotto attacco su più fronti a cominciare dall’aggressione russa all’Ucraina. E che va tutelato anche rispetto ai nuovi scenari aperti dall intelligenza artificiale» ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

«Siamo stati in grado di ristabilire lo stato di diritto con gli strumenti della democrazia durante gli anni di piombo, che ricordo in questa giornata dedicata alla memoria delle vittime del terrorismo. E saremo in grado di difendere lo stato di diritto ancora una volta oggi contro ogni forma di criminalità, dal narcotraffico, a cominciare dall’emergenza fentanyl, arrivato anche in Italia alla tratta di esseri umani. Sono orgoglioso che la mia Venezia possa associare il suo nome, sinonimo nel mondo di bellezza e di Italia, a quest’ulteriore conquista a tutela dei diritti fondamentali», ha concluso Nordio.

La prima riunione tecnica

Per il nuovo organismo nato è già prevista una riunione tecnica a novembre, dove verrà raccolto il lavoro che si svolgerà in questi mesi in ogni Paese sui vari fronti per in esame. A Venezia i ministri hanno intanto condiviso esperienze e proposte sulla lotta al traffico internazionale di droghe sintetiche, come il fentanyl, la cui diffusione è diventata un’emergenza globale. Un altro focus ha riguardato la tratta di esseri umani, nella prospettiva di dare piena attuazione alla cosiddetta convenzione Onu contro la criminalità organizzata transnazionale. I riflettori restano puntati anche sulla situazione in Ucraina e la lotta alla corruzione internazionale.

«Fin dall’inizio della guerra rileviamo molti problemi sul fronte legale, in particolare per i crimini commessi dai soldati russi dall’inizio dell’invasione. La nostra gente – ha specificato il ministro ucraino Denis Malyuska – ha bisogno di sapere che i crimini commessi dai russi siano puniti, che ci sia una risposta legale. Abbiamo bisogno anche di risorse e ci aspettiamo un aiuto dai nostri alleati».

Le proteste silenziose

Ci sono state anche proteste silenziose da parte di singoli cittadini veneziani: nell’edificio di fronte al palazzo del vertice due residenti hanno appeso dalle finestre un lenzuolo bianco con una scritta in nero che recitava: ‘Non può esserci Giustizia senza condivisione sociale economica ambientale, a quando l’abolizione dei paradisi fiscali?’. Per i ministri, tutti passati a piedi sotto quella finestra prima di entrare al G7, è stato uno striscione che non è andato inosservato

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