Uccise 2 agenti in Questura, Cassazione conferma: «Meran assolto perché non imputabile»

Gli Ermellini hanno rigettato il ricorso della procura

La Cassazione ha confermato l’assoluzione perché non imputabile, per vizio totale di mente, di Alejandro Stephan Meran, accusato del duplice omicidio di due poliziotti, Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, uccisi nella questura di Trieste il 4 ottobre del 2019.

I supremi giudici della prima sezione penale hanno rigettato infatti il ricorso della procura generale di Trieste contro la sentenza della Corte di Appello che nei confronti del 33enne di origine dominicana aveva riconosciuto, così come in primo grado, il «vizio totale di mente», disponendo la sua permanenza in una Rems, ossia una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, per 30 anni, vista la pericolosità e la necessità di cure specifiche. Il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonietta Picardi aveva sollecitato l’inammissibilità del ricorso avanzato dalla procura generale di Trieste.

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«Siamo delusi, ora attendiamo le motivazioni». Così all’Adnkronos l’avvocato di parte civile Giusi Ferro. «Constatiamo con amarezza la decisione, non è quella che ci si aspettava», commenta a caldo l’avvocato Valter Biscotti per l’associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della Criminalità e Del Dovere).

«Constatiamo la sentenza odierna della Corte di Cassazione e non possiamo che esprimere la più ampia soddisfazione al riguardo: la correttezza del percorso giuridico che ha portato, nei due gradi di giudizio di merito, all’affermazione dell’incapacità di intendere di volere di Meran al momento del fatto, ha ricevuto l’avallo definitivo della Suprema Corte che mette, oggi, una pietra definitiva sul processo, relegando al percorso sanitario Rems la presa in carico dell’infermità» affermano invece gli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, difensori di Alejandro Stephan Meran.

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