Uccisa e lasciata in un carrello a 17 anni: perizia psichiatrica per il cingalese

I genitori della ragazza: «Lo vogliono far passare per infermo mentale»

Uccisa a 17 anni, chiusa in un sacco e lasciata in un carrello della spesa abbandonato accanto ai rifiuti nel quartiere Primavalle, alla periferia della capitale, in un caldo pomeriggio di fine giugno. A distanza di otto mesi, si è aperto oggi al Tribunale dei Minori di Roma il processo che vede imputato un minorenne di origini cingalesi per l’omicidio di Michelle Maria Causo.

Il 17enne, fermato poco dopo il delitto dagli investigatori della Squadra mobile, è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, occultamento e vilipendio di cadavere. Il Tribunale ha disposto per lui una perizia psichiatrica. La Procura aveva espresso parere contrario alla richiesta avanzata dalla difesa. All’udienza di oggi erano presenti in Aula i genitori di Michelle, assistiti dagli avvocati Antonio Nebuloso e Claudia Di Brigida, e il giovane imputato.

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«Non ha detto nulla, neanche una parola per chiedere perdono. Ha tenuto sempre lo sguardo basso» hanno detto Daniela e Gianluca Causo al termine dell’udienza. Qualche ora prima, arrivando in Tribunale, i genitori della ragazza avevano detto di augurarsi «una condanna certa e severa» per chi ha ammazzato la figlia. «Ci ha ammazzato tutti» hanno aggiunto. «Non è una questione di soldi – hanno assicurato – lui è un assassino viscerale, ha ammazzato una ragazza per poche decine di euro. Una morte così non si può accettare. Non so se abbiamo più dolore o rabbia, ci deve guardare negli occhi e dire perché l’ha fatto».

Poi l’affondo: «Lo vogliono far passare per infermo mentale e invece su internet ha cercato come uccidere colpendo punti vitali». Il minorenne, reo confesso, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Il processo è stato aggiornato al 28 febbraio quando verrà formalmente disposta la perizia psichiatrica. Il ragazzo è stato fermato dalla polizia poco dopo il ritrovamento del corpo di Michelle.

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Negli interrogatori ha raccontato che la ragazza era entrata nell’appartamento di via Dusmet per riscuotere un debito di droga di poche decine di euro. «La discussione è diventata sempre più accesa e io ho poi ho preso il coltello» ha raccontato all’epoca davanti al gip. Diversi i colpi inferti in punti vitali con un coltello da cucina, poi ha cercato di sbarazzarsi del cadavere della ragazza mettendolo in un carrello della spesa da cui colava il sangue e lo ha lasciato in strada a poca distanza dall’abitazione. Durante il sopralluogo della polizia scientifica sulla scena del crimine è stata trovata anche una pistola giocattolo su cui sono stati effettuati accertamenti.

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