Orrore nel Casertano: un cadavere in decomposizione scoperto in un baule

Il corpo è di una donna di 77 anni

Il cadavere in avanzato stato di decomposizione di una donna di 77 anni è stato scoperto sabato sera in un baule – sigillato con del nastro adesivo – che si trovava nella stanza da letto di un’abitazione di Mondragone, in provincia di Caserta. Nessuno si era evidentemente accorto della scomparsa dell’anziana il cui decesso, secondo un primo esame esterno, risalirebbe ad oltre un mese fa.

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A fare il macabro ritrovamento è stata una delle figlie di Concetta Infante, questo il nome della pensionata, che non viveva con la madre che invece condivideva l’appartamento di via Razzini con un’altra sua figlia, trovata dai carabinieri nell’abitazione. Le due sorelle sono state ascoltate per ore dai carabinieri insieme con gli altri componenti della famiglia. Il cadavere è stato trasferito all’Istituto di medicina legale di Caserta per l’autopsia e i cui risultati faranno luce sulle cause della morte.

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Non solo. Gli esiti dell’esame verranno anche confrontati con le dichiarazioni rese dai familiari acquisite dai militari e sulle quali al momento viene mantenuto il massimo riserbo. A indagare sul macabro ritrovamento, coordinati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, sono i carabinieri del reparto territoriale di Mondragone i cui accertamenti mirano a scoprire se il decesso della 77enne sia stato provocato da un omicidio o da cause naturali. Al momento il reato ipotizzato è occultamento di cadavere.

Gli inquirenti hanno disposto il sequestro dell’immobile che si trova nella zona degli ex palazzi Cirio di Mondragone. Nell’abitazione potrebbero esserci elementi e documenti che potranno essere utili per risolvere il giallo. Non si esclude nessuna pista. Neppure, tra le altre, che si sia voluto appositamente occultare il cadavere per non perdere benefici economici legati alla esistenza in vita della donna. Di sicuro gli investigatori, quando sono entrati nell’appartamento, si sono trovati davanti una scena terribile.

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I precedenti

Un caso simile è avvenuto in Sicilia: a 30 anni di reclusione venne condannato Gianluca De Mari, assicuratore campano accusato di avere ucciso il 22 febbraio del 2007 a San Agata li Battiati, la sua padrona di casa, Concetta Barbagallo, e di avere gettato il corpo della donna sull’Etna trasportandolo dentro una valigia. Concetta Barbagallo sarebbe stata strangolata per un debito di 50mila euro.

La donna gli aveva affidato la somma per fare un investimento e invece De Mari avrebbe tenuto i soldi per sé. Fece scalpore, tornando indietro nel tempo, il caso di Andrea Rea, laureato in filosofia e figlio di una famiglia alto borghese molto religiosa di Napoli, diventato il ‘mostro di Posillipo’ dopo esser stato condannato a dieci anni di ospedale psichiatrico per aver ucciso una donna nell’’89: il cadavere fu trovato in una valigia, fatto a pezzi, a pochi metri dalla spiaggia di Marechiaro, una delle più belle zone del Golfo di Napoli.

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