A Napoli una giornata di ordinaria follia: strade trasformate in campi di battaglia

Negozi danneggiati, una volante della polizia incendiata, bus con i vetri fracassati, un autista ferito

A Napoli una giornata di violenza e di follia ultrà. Strade del centro storico trasformate in un campo di battaglia, negozi danneggiati, una volante della polizia incendiata, bus nuovi dei trasporti pubblici con i vetri fracassati, un autista in ospedale con ferite a un occhio. Una vera guerriglia scatenata dalle tifoserie di Napoli e Eintracht.

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Per la città una giornata da dimenticare. E poi un diluvio di polemiche, col ministro Piantedosi e la gestione della sicurezza nel mirino. In molti chiedono al responsabile del Viminale di spiegare cosa non ha funzionato, la Lega vuole che sia il governo tedesco a pagare i danni, mentre il sindaco Gaetano Manfredi parla di «scene di devastazione inaccettabili».

«Condanniamo fermamente gli atti inqualificabili di chi si è reso protagonista di questa violenza, da qualsiasi parte sia giunta», ha detto Manfredi facendo anche sapere di avere incontrato nella sede del Comune l’ambasciatore tedesco «per condannare insieme gli atti di violenza e ribadire il forte legame tra Napoli e la Germania».

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La condanna da Berlino

Da Berlino è arrivata la condanna delle violenze da parte della ministra dell’interno, Nancy Faeser, per la quale «i violenti e i teppisti distruggono lo sport». Parole dure anche dal quotidiano poplare Bild Zeitung, che titola «vergogna Champions League a Napoli», accusando i tifosi dell’Eintracht di aver «vandalizzato» la città «assieme agli hooligan dell’Atalanta». Di possibili legami fra la tifoseria di Francoforte e quella bergamasca parla anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung.

L’arrivo di 600 tedeschi

Nonostante il divieto di vendita dei biglietti ai tedeschi residenti a Francoforte, dalla Germania i tifosi sono arrivati comunque in centinaia a Napoli – circa 600 la stima – provenienti in treno da Salerno e in aeroporto a Capodichino. I primi atti di violenza sono avvenuti nella notte tra martedì e mercoledì in piazza Bellini, dove un gruppo di tifosi ha lanciato bottiglie di vetro contro un bar che era chiuso. Sempre nella nottata, lungo il tragitto tra la stazione e il lungomare, dove si trova uno degli alberghi che li ha ospitati, uno dei bus dei tifosi tedeschi è stato fatto oggetto del lancio di petardi.

La caccia all’uomo

Per tutta la giornata un migliaio di uomini delle forze dell’ordine hanno lavorato per evitare la caccia all’uomo da parte dei napoletani. La situazione si è placata solo nel primo pomeriggio quando, grazie alla pioggia, i gruppi di stranieri si sono diradati per poi ritrovarsi in piazza del Gesù. È proprio qui però, all’improvviso, è scoppiata la guerriglia. Circa 200 tifosi napoletani, quasi tutti con il volto coperto e con i caschi, sono scesi da via San Sebastiano e da alcuni vicoli adiacenti raccogliendo lungo il percorso pietre e bottiglie.

Davanti alla chiesa del Gesù nuovo, la cui facciata è fresca di restauro, e della basilica di Santa Chiara, è divampata la violenza. La polizia ha formato un cordone tra i due gruppi ma è iniziato un lancio di petardi e pietre e gli ultrà hanno usato cassonetti e sedie dei bar per affrontarsi. Una violenza consumata tra i cittadini e turisti in lacrime che cercavano riparo. Minuti di terrore puro. La polizia ha respinto l’assalto, lanciando lacrimogeni e tenendo bloccati i tedeschi. Ma lungo Calata Trinità Maggiore, la strada che da piazza del Gesù conduce verso via Monteoliveto, è ritornata la tensione: viene data alle fiamme una volante della polizia e altre vetture delle forze dell’ordine sono state danneggiate.

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Sul selciato è stata trovata anche una pistola: era di un agente, finita a terra nel corso degli scontri e poi recuperata da un suo collega. La polizia, dopo aver finalmente allontanato i napoletani, ha costretto i tedeschi a salire su cinque bus. Quando è iniziato il trasbordo c’è stato il secondo round. Questa volta hanno agito alcuni gruppi che erano a volto scoperto. Hanno lanciato pietre e bottiglie contro i mezzi, sfondando i finestrini.

Gli scontri dopo la partita

Lancio di petardi e fumogeni sul lungomare di Napoli. Gruppi di tifosi da due lati limitrofi agli alberghi, subito dopo la fine della partita, hanno gettato i petardi e poi sono stati dispersi verso via Chiatamone e lungo via Partenope. Ad agire persone vestite di nero e con il volto coperto. La polizia ha risposto sparando fumogeni. Sul posto anche gli idranti. Il grosso del gruppo dei tifosi tedeschi in albergo, ma alcuni potrebbero essere usciti. A lanciare i petardi potrebbero essere stati anche ultras partenopei. La scaramuccia è durata poco tempo.

Convocato il Comitato di ordine e sicurezza pubblica

Episodi che oggi saranno esaminati in una riunione urgente del Comitato di ordine e sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Claudio Palomba, e che spingono fonti di Polizia a sottolineare come «il divieto di vendita dei biglietti» ai tifosi dell’Eintracht «era giustificato». Gli apparati di sicurezza italiani avevano «piena contezza della pericolosità» degli ultrà tedeschi e del rischio di scontri con quelli locali, tanto da rinnovare il provvedimento dopo la decisione di sospensione del Tar nonostante alcuni sostenessero fosse un «atto discriminatorio» da parte dell’Italia. Ma la gestione della piazza finisce sotto accusa.

«Non tifosi, ma delinquenti». Il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Porta a Porta ha definito così i responsabili degli incidenti. «Essere tifoso significa sostenere con passione la squadra del cuore – ha detto – Questi sono solo delinquenti, perché chi tira le bombe molotov e assalta le camionette della polizia è un delinquente. Delinquenti i tedeschi e delinquenti gli italiani che hanno sostenuto i tedeschi».

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