La mobilità è un asset strategico per il futuro della regione Lazio

Il nuovo Governo regionale dovrà necessariamente approfondire aspetti oggi trascurati

Il piano regionale dei trasporti è stato approvato negli anni scorsi e quello in vigore ne definisce gli obiettivi. La visione al 2040 prevede un sistema stradale che tiene conto di specifici aspetti come la tipologia degli utenti, le tecnologie da impiegare e le procedure da adottare per la sua gestione e manutenzione. Obiettivi orientati ad una visione di lungo periodo e focalizzati alla trasformazione del sistema stradale da «romano-centrico» a «maglia larga».

Come ormai accade da tempo, in troppe realtà regionali il piano trasporti (strumento principe per il governo e lo sviluppo della mobilità in un ambito regionale) viene totalmente disatteso, sia nell’assetto relativo al trasporto privato (leggasi, infrastrutture e servizi stradali) sia nel target specifico del trasporto collettivo (con il TPL a tenere testa).

Pubblicità

Nel caso laziale, il sistema stradale dovrebbe presentare una struttura formata dalla direttrice autostradale Nord – Sud (A1), che nell’area romana si configura sulla bretella autostradale «Fiano – San Cesareo», e da arterie radiali romano – centriche convergenti sul Grande Raccordo Anulare, collettore di flussi di traffico nazionale, regionale e locale. Ma in tutto questo disegno il crescente fenomeno dello «sprawl urbano», dovuto al fenomeno della «città diffusa», ha prodotto una evoluzione esponenziale di traffico e congestione in ambito locale e metropolitano, senza raggiungere alcun obiettivo di performance.

Il rafforzamento del sistema ferroviario dell’Alta Velocità, e la realizzazione di collegamenti trasversali a maglia larga, non hanno portato migliorie al sistema locale, anzi hanno acuito i problemi di collegamento fra i diversi centri urbani, le provincie e Roma.

Pubblicità Pastificio Setaro

Il Trasporto Pubblico Locale automobilistico, modalità primaria per gli spostamenti, oggi non espleta la sua missione «core». Il disegno futuro previsto per il sistema del TPL extraurbano automobilistico è caratterizzato da una prospettiva di servizio pari a 75,5 milioni di bus km annuali (per il 2023), ridotti a 68 milioni, dal 2024 al 2032, grazie all’attuale contratto di servizio stipulato a fine anno (2022). Un sistema di TPL che prevede un’offerta di servizio caratterizzata per direttrice, romano – centrica, verso il resto dei capoluoghi provinciali, un servizio che supera le necessità ed esigenze dei singoli territori e valorizza esclusivamente i collegamenti con la capitale.

Pensare ad un sistema di mobilità regionale che interessi e soddisfi l’intero territorio regionale, a partire dalle province, è possibile, così come è possibile prevedere un programma attuativo che abbia una visione ben precisa per il trasporto pubblico, totalmente intermodale, per consentire all’utente, per qualunque spostamento sistematico od occasionale, di prescindere totalmente dall’uso della propria autovettura, evitando di collocare il proprio collegamento in un insieme di servizi appartenenti invece, oggi, ad una specifica direttrice.

È possibile pensare ad un sistema che abbia come focus l’aspetto cruciale e centrale del coordinamento dei servizi in relazione ai percorsi, agli orari ed alle frequenze tale da permettere più cambi di modalità di trasporto senza incidere negativamente sui tempi di spostamento. Un sistema efficace che prende spunto dalla volontà di rendere tutto il territorio regionale protagonista di una crescita comune, a differenza di quanto oggi accade con la concentrazione degli sforzi (spesa pubblica) verso il sistema complesso di Roma Capitale.

Naturalmente si tratta di un cambio epocale della mobilità che richiede interventi importanti e graduali, ma che trovano una giusta collocazione nella rivisitazione di un Piano Regionale dei Trasporti.

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Napoli, il capitano Giovanni Di Lorenzo si opera al piede sinistro

Lo stop per il ginocchio accelera l’intervento rimandato da tempo Lo stop imposto dall’infortunio al ginocchio diventa l’occasione per affrontare un problema rimandato a lungo:...

Napoli, il Tar smonta la linea del Comune sulle spiagge libere

Accolto il ricorso di Mare Libero: stop all’orario e limiti rivisti Spiagge libere e private non possono essere equiparate. Sembra emergere questo dalla decisione del...

Ultime notizie

Ex Whirlpool di Napoli, Invitalia entra nel capitale di Italian Green Factory

Investimenti pubblici e privati per occupazione e sviluppo industriale Dalla dismissione al rilancio produttivo: l’area ex Whirlpool di Napoli si prepara a una nuova fase...

Napoli, la giunta approva il progetto di riqualificazione del Centro Direzionale

Si partirà dai collegamenti verticali È dai collegamenti verticali che parte la riqualificazione del Centro Direzionale di Napoli: un primo lotto da oltre 1,3 milioni...

Torre Annunziata aderisce alla rottamazione Quinquies: sì unanime in consiglio

Cuccurullo: «Ci consente di incassare di più e più velocemente» Meno crediti «incagliati», più risorse spendibili: l’adesione alla definizione agevolata viene letta dall’amministrazione come una...