Ciriani: «Nella legge di Bilancio soldi per le bollette dalla pace fiscale. Ma niente condono»

Subito flat tax incrementale e l’abbassamento del costo del lavoro

«E’ ancora impossibile stabilire una data precisa» per l’approdo in Parlamento della legge di Bilancio. «Dobbiamo ragionare bene sui tempi. Di certo non saranno brevissimi». Così a Il Tempo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani.

«Le elezioni a fine settembre ci hanno fatti arrivare un po’ lunghi con i tempi, ma ricordo che anche con il governo Draghi la Manovra fu approvata tra Natale e Capodanno. Credo sarà ancora cosi. II mio impegno sarà quello di garantire che il Parlamento sia messo in condizione di lavorare, assicurando i tempi necessari, coinvolgendo deputati e senatori senza compressioni del dibattito in Aula».

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Flat tax, caro-bollette e pace fiscale

Ciriani conferma che la prima emergenza da affrontare sarà il caro-bollette e che per gli altri provvedimenti del programma di centrodestra, dalla flat tax alla revisione del Reddito si dovrà «cercare di capire l’esatto stato dei conti pubblici, anche analizzando le note di aggiornamento del Def. Allora capiremo l’ammontare esatto delle risorse a nostra disposizione. Mi sentirei tuttavia di escludere previsioni troppo ottimiste», dice.

«Certo, vorremmo introdurre subito la flat tax incrementale e l’abbassamento del costo del lavoro con il taglio del cuneo fiscale per aiutare le imprese e aumentare il potere d’acquisto delle famiglie. Ma i margini sono stretti e dobbiamo capire se c’è la possibilità di farlo e fino a che punto», spiega e sul caro-bollette sottolinea «su questo l’aspettativa dei cittadini e delle aziende è altissima e non vogliamo deluderla».

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La pace fiscale? «Speriamo di introdurla già in questa legge di bilancio, ma sia chiaro che non si tratterà né di un condono né di un colpo di spugna. L’Agenzia delle Entrate siede su una montagna di milioni di cartelle esattoriali ormai inesigibili. Soldi che lo Stato non recupererà mai. Dobbiamo distinguere tra queste e quelle cartelle esattoriali che sono invece esigibili. Su queste dobbiamo mettere cittadini e imprese, già duramente colpite dal Covid, nelle condizioni di poter pagare, stabilendone tempi e modi. È un accordo che conviene a tutti, la pace fiscale è un interesse comune: dello Stato, dei cittadini e delle imprese. Consentirà di recuperare somme importanti che verranno utilizzate, ad esempio, anche per finanziare i provvedimenti contro il caro-bollette».

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