Referendum Giustizia, un flop già scritto e ampiamente previsto

L’Italia appare sempre più un Paese per giustizialisti

Certo il referendum sulla giutizia ha fatto flop. Nessuno dei 5 quesiti ha ottenuto il quorum per essere validato e, in relativamente agli stessi, tutto rimane uguale a prima. Questo significa che agli italiani la gestione del sistema giudiziario sta bene così com’è? Assolutamente no.

Certo, complessivamente, la partecipazione al voto referendario ha raggiunto il 20%. Un italiano su 5, insomma, si è preso il disturbo di andare seggi. Ma «fare di ogni erba un fascio», sarebbe un errore gravissimo. Perché non è così. Basta tener conto dei risultati ottenuti dai singoli quesiti per rendersene conto.

Pubblicità

E il fatto che – almeno stando agli exit poll – tre quesiti su 5: «separazione delle carriere fra giudicanti e requirenti»; «valutazione dei magistrati; e riforma del Csm abbiano ottenuto oltre il 70% dei consensi; mentre gli altri 2: «abolizione Decreto Severino»; «limitaziome della custodia cautelare hanno a malapena superato» il 50%, è la dimostrazione che ormai questo Paese è preda dei giustiliziatismi consolidati dei grillini e di quelli a giorni alterni di una sinistra, che si è ormai resa conto che, per vincere – e non sempre – non può rinunciare al contributo ad orologeria (vedi gli arresti di venerdi e sabato scorso in Sicilia, scattati il giorno primo del voto) delle toghe rosse.

Il che, rende ancora più chiaro e comprensibile le ragioni per cui gli organi – non ufficiali, ma conclamati – della sinistra e grillini: «Repubblica», «Domani», e «Fatto quotidiano», si siano sprecati così tanto per convincere gli elettori che se intendevano votare «si» era meglio che se ne andassero al mare.

Pubblicità

Non è un caso se la prima, abbia sottolineato che la ragione per la quale era indispensabile dire «no» all’abolizione della Severino era rappresentata dal fatto che senza questa legge Berlusconi non avrebbe potuto essere «cacciato» dal Parlamento. Del resto, era stata scritta ed approvata proprio per questo.

In Italia, nessuna legge – tranne la Severino – può, infatti, essere applicata retroattivamente ovvero nessuno può essere considerato colpevole per aver commesso un reato che non c’è, ovvero che al momento in cui viene commesso non è considerato tale. Invece la Severino – proprio perché finalizzata a «cacciare» Berlusconi dal Parlamento, prevedeva anche il proprio l’utilizzo retroattivo. E’ Giustizia questa? «Ai posteri l’ardua sentenza».

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Uccise due rapinatori: condannato a “morire in carcere” e a “impoverire la sua famiglia”

Quattordici anni e nove mesi a un uomo di 72 anni Il 28 aprile 2021 tre uomini entrarono nella gioielleria di Mario Roggero, a Grinzane...

Rai, Gasparri attacca la sinistra sul caso Ranucci: «Campagna elettorale sulla pelle del servizio pubblico»

Maurizio Gasparri interviene sul dibattito politico che coinvolge la Rai e il giornalista Sigfrido Ranucci, accusando le opposizioni di utilizzare il servizio pubblico come...

Ultime notizie

Pisapia & Gruppo Smeraldo tornano dal vivo a Santa Maria La Nova

Musica, racconto e tradizione si incontrano nel chiostro del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, dove domenica 19 luglio è atteso il ritorno...

Vinicio Capossela incanta Pompei e difende la bellezza reale dai «paradisi artificiali»

Il cantautore celebra i vent’anni di Ovunque proteggi Ci sono concerti che terminano quando si spengono le luci e altri che continuano a lavorare dentro...

Comune sciolto, Sangiuliano: «Castellammare merita buongoverno e legalità»

Il capo dell'opposizione: «Fatti chiari, il provvedimento era scontato» Lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia «costituisce un fatto ineludibile, un esito scontato a...