Guerra in Ucraina, missione di pace dell’Onu. Critiche da Zelensky: «Illogica»

Il presidente ucraino chiederà nuovi armamenti agli Stati Uniti

Anche nel giorno in cui si festeggia la Pasqua ortodossa la guerra in Ucraina non si ferma: proseguono con intensità i combattimenti fra invasori russi e forze locali sui diversi fronti dell’offensiva lanciata da Mosca nel Donbass, nonché i bombardamenti delle città del Sud del Paese, in primis a Mariupol – la città martire sotto assedio dall’inizio del conflitto – e Odessa, dove gli ucraini temono inoltre la possibilità di un attacco non convenzionale, con armi chimiche.

Sul fronte politico il segretario di Stato e il ministro della Difesa americani, Antony Blinken e Lloyd Austin, arriveranno oggi a Kiev, ha annunciato ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’amministrazione Usa non ha però ancora confermato quella che sarebbe la prima visita ufficiale di alti funzionari del governo statunitense in Ucraina dall’inizio della guerra. Gli analisti prevedono che Zelensky chiederà a Washington ulteriori forniture di armi, dopo che ieri ha ringraziato i paesi occidentali per i loro più recenti invii, assicurando che «se arriveranno armamenti adeguati, il Donbass può tornare nelle nostre mani».

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La missione di pace del segretario generale della Nazioni Unite

Zelensky si è mostrato più critico, invece, con la missione annunciata dal segretario generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres, che domani sarà and Ankara per incontrare il presidente turco Recep Tayyip Erdogan – che ha già lavorato a una mediazione di pace fra Mosca e Kiev, organizzando incontri bilaterali ad Istambul – e martedì a Mosca, dove si riunirà con il presidente Vladimir Putin, prima di viaggiare a Kiev giovedì.

Secondo il presidente ucraino l’itinerario della missione di Guterres è «illogico», perché dovrebbe iniziare dal suo paese, prima di andare in Russia. «La guerra è in Ucraina, non ci sono corpi nelle strade di Mosca. Sarebbe logico che prima veda la gente qui e le conseguenze dell’occupazione», ha spiegato.

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Ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha espresso il «pieno appoggio» dell’Italia alla missione di Guterres, auspicando che possa sfociare in un cessate il fuoco in Ucraina. Ieri sera, in una conferenza stampa internazionale organizzata in una stazione della metro di Kiev, Zelensky ha parlato in dettaglio delle vittime dei bombardamenti e degli attacchi missilistici russi sulle città ucraine, accusando Mosca di uccidere civili innocenti e perfino bambini, come la bimba di tre mesi morta ieri ad Odessa insieme alla madre e la nonna.

«Che minaccia rappresentava per la sicurezza russa?», ha chiesto amaramente e oggi continuano ad aggiornarsi i bilanci di morti e feriti nelle diverse località ucraine: tre civili uccisi dalle bombe nel villaggio di Kamyanske, nella regione di Zaporizhia, mentre nella regione di Lugansk le vittime dei bombardamenti sono state almeno otto.

Il bunker dell’acciaieria Azovstal

E continua a preoccupare la situazione a Mariupol, dove almeno un centinaio di civili sono rinchiusi nei bunker dell’acciaieria Azovstal, ultimo bastione in mano alle forze ucraine nella città, che ieri è stato nuovamente bombardato. I corridoi umanitari sono falliti, Putin ha ordinato che dal perimetro «non esca una mosca» e ieri Zelensky ha avvertito che se i suoi uomini a Mariupol verranno uccisi, abbandonerà i negoziati con Mosca. Su Odessa, inoltre, ora incomberebbe anche la minaccia di un attacco chimico.

Mosca afferma infatti che Kiev starebbe pianificando un’operazione provocatoria con l’uso di ammoniaca nel porto Yuzhny, per attribuirne la colpa alle forze russe e accusarle di aver preso di mira i civili. Affermazione che Kiev interpreta invece come una minaccia camuffata da avvertimento: sarebbe proprio Mosca dunque a voler sferrare un attacco chimico sul porto di Odessa, secondo il Kyiv Independent.

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