Ercolano ricorda la tragedia del Moby Prince, Buonajuto: «Una ferita aperta per la comunità»

La Città degli Scavi ricorderà quel momento con una messa e l’intitolazione di una piazza alle vittime

Trentuno anni fa la tragedia del ‘Moby Prince’ che costò la vita a 140 persone, sette delle quali residenti a Ercolano (Napoli). Oggi pomeriggio, la Città degli Scavi ricorderà quel momento con una messa e l’intitolazione di una piazza alle vittime. L’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale di Ercolano vuole tenere desta la memoria su una pagina buia della storia e, nel contempo, esprimere vicinanza ai familiari delle vittime invitati alla cerimonia. Alle 17.00 sarà celebrata una messa nel Parco Inferiore di Villa Favorita e, a seguire, vi sarà a pochi metri l’intitolazione della piazzetta alle «vittime del traghetto Moby Prince».

«La strage della Moby Prince resta ancora una ferita aperta per la comunità di Ercolano. Il 10 aprile resterà per sempre una data particolare per noi» dice il sindaco, Ciro Buonajuto.

Pubblicità

«Nel corso di questi anni la nostra città non ha mai fatto mancare il proprio supporto e sostegno alle iniziative in ricordo della strage. Ad Ercolano in ogni famiglia c’è un marinaio o un pescatore, esiste un legame indissolubile con il mare, per questo abbiamo deciso di intitolare alle vittime della strage del Moby Prince lo spazio antistante il molo borbonico. I momenti di dolore e le tragedie creano legami importanti, catene indissolubili nelle comunità. Nel nostro caso il tempo ha rinnovato soltanto il dolore e la rabbia per una tragedia che ancora cerca una verità negata. Per questo ogni anno ci impegniamo a mantenere viva la memoria, a mantenere salda questa catena che c’è tra i cittadini di Ercolano e che sono sicuro continuerà a stringerci con forza, con amore ed affetto nel ricordo di vicende che hanno strappato alla nostra terra donne e uomini e nel desiderio di cercare la verità».

Nel Municipio vi è una lapide nella quale sono riportati i nomi delle sette vittime ercolanesi Giovanni D’Antonio, Gerardo Guida, Aniello Padula, Rocco Pernice, Pasquale Porciello, Gerardo Sicignano e Giovanni Tagliamonte. Anche loro erano a bordo del traghetto Moby Prince, quando nella notte del 10 aprile 1991 entrò in collisione con la petroliera ‘Agip Abruzzo’ nella rada del porto di Livorno. Unico superstite della tragedia fu il mozzo Alessio Bertrand, di Ercolano.

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche:

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Ospedale di Boscotrecase, riaperto il pronto soccorso dopo anni di stop e proteste

Fico: «Un buon giorno per la sanità pubblica» Dopo gli anni di stop legati alla pandemia, ai tagli dovuti a scelte diverse sulla sanità della...

MED Italy 2026: internazionalizzare le imprese campane per sostenere la crescita

Portare il Made in Naples sui mercati esteri senza perdere radici, identità e produzione. Alla Mostra d’Oltremare di Napoli, la seconda giornata di MED...

Ultime notizie

Alberto Genovese: formazione, startup, investimenti e successi imprenditoriali

Ogni percorso imprenditoriale nasce da una fase di formazione e preparazione. Nel caso di Alberto Genovese, questa base è stata costruita attraverso un percorso...

Iran, Trump annulla gli attacchi: «Accordo raggiunto». Ma Teheran frena

Washington rivendica lo stop, il regime iraniano attende Donald Trump parla di un «ottimo accordo» con l’Iran e annulla gli attacchi minacciati nella notte. Ma...

Studentessa bocciata per troppe assenze mentre è in coma, verifiche dell’Usr

Il padre chiede l’annullamento dello scrutinio Il padre parla di esito «offensivo e disumano», la scuola richiama i limiti imposti dalla normativa. Nel mezzo c’è...