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Il nuovo anno è nato già vecchio, ovviamente per colpa dei ‘no vax’

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I vaccini, di questo passo, dovranno essere assunti come digestivo dopo i pasti

Il nuovo anno sembra già invecchiato fin dai primi vagiti e probabilmente i Re Magi si sono adeguati ai tempi e nell’attuale era pandemica, gestita dai Migliori, hanno portato in dono agli italiani (poveri cristi) rincari, restrizioni e quarantene.

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Sembra proprio di vivere dentro un impazzimento generale e che si stia avverando l’antico adagio che imputa a Zeus, padre degli dei, la responsabilità dell’uscita di senno di coloro che vuole mandare in rovina. Gli italiani sono tra questi.

Il virus viaggia alla grande nonostante i vaccini che, via di questo passo, dovranno essere assunti come digestivo dopo i pasti: la salute prima di tutto ed una buona digestione la migliora. Se poi manca il lavoro, si chiudono le attività commerciali, le nostre aziende falliscono o finiscono in mani straniere, poco importa.

L’obiettivo dei nostri governanti si sta delineando con sempre maggiore chiarezza: non farci ammalare di covid, la malattia del secolo, che va combattuta con tutti i mezzi, anche con quelli, o soprattutto con quelli, che hanno dimostrato di non essere efficaci.

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A tal riguardo, si è sviluppato un pensiero unico vaccinale che imputa ai disobbedienti, i non vaccinati, l’incapacità dei governanti ostinati a cercare il capro espiatorio nell’ultimo eremita che non ha assunto il siero miracoloso e si ostina ad infettare a distanza coloro che hanno seguito alla lettera i consigli ed i ricatti del governo.

I seguaci del pensiero unico hanno trovato i più alti profeti nel presidente della Repubblica uscente ed in quello probabilmente entrante ed ancora per poco Presidente del Consiglio.

La progressiva estensione dell’obbligo di vaccinazione

Mario Draghi, nella conferenza di fine anno, ha ribadito una sua convinzione già nota: «l’evidenza scientifica ci dice che il vaccino funziona molto bene». «Voce del sen fuggita» proprio nei giorni in cui si registravano più morti tra i vaccinati (58%) che tra i non vaccinati (42%). Da qui, paradossalmente, la progressiva estensione dell’obbligo di vaccinazione con tappe sempre più brevi: meglio abbondare che difettare, dicevano i latini. Ispirato dalle stesse certezze scientifiche, già in passato aveva ammonito: «non ti vaccini, ti ammali, muori – oppure fai morire». La scienza in mano a Draghi fa scintille.

Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno, giunto ormai alla fine del suo mandato, ribadisce anch’egli la sua fiducia nella scienza e ringrazia gli italiani, che si sono vaccinati in massa, per la loro «maturità» e «responsabilità», sorvolando sull’uso sistematico del ricatto: non ti vaccini, non lavori e puoi morire. Dalla pandemia all’economia il passo è breve ed è pure obbligato.

I due, al riguardo, sono dei maestri, soprattutto quando si cimentano nel gioco delle tre carte

Draghi è orgoglioso di avere consegnato in tempo il Pnrr e di avere raggiunto i cinquantuno obiettivi prefissati, meritandosi così la fiducia degli altri paesi europei. Nessun accenno alla fiducia degli italiani, ovviamente superflua, che però possono ritenersi responsabili e soddisfatti.

Per Mattarella è evidente che la crisi pandemica «ha causato, povertà, esclusioni e perdita di lavoro», aggiungendovi la precarietà giovanile che scoraggia la formazione di nuove famiglie. E qui il pensiero presidenziale si fa profondo: «Le dinamiche spontanee dei mercati talvolta producono squilibri o addirittura ingiustizie che vanno corrette…»

Al di là del cedimento della fede nel Libero Mercato, supremo principio regolatore di ogni attività umana, ammette implicitamente che le ingiustizie non sono state ancora corrette, ma non dice a chi sarebbe spettato o spetterebbe il compito di correggerle: le istituzioni italiane ed europee in tutt’altre faccende affaccendate. Per lui le «necessità ineludibili» sono ben altre: «le transizioni ecologica e digitale». I giovani, i poveri, i disoccupati e gli esclusi possono aspettare.

Comunque, occorre essere ottimisti, ormai siamo entrati in un clima di fiducia perché l’Europa è stata capace, grazie ai suoi «strumenti», di dare «una risposta solidale all’altezza della gravità della situazione». Insomma, siamo di fronte a les lendemains qui chants, un futuro radioso, anche se non si riesce a capire per chi, o forse sì, magari per i soliti noti, non certamente per la gente comune.

E l’anno nuovo inizia con i migliori auspici e con i regali dei Re Magi e della Befana, senza dimenticare quelli di Babbo Natale

Dal primo gennaio il fisco rientra nella normalità e la cosiddetta tregua fiscale finisce, anche se lo stato di emergenza è stato riconfermato ed i contribuenti sono alla canna del gas. Pagare bisogna e andare avanti.

Entro il mese, il Parlamento dovrà approvare la riforma del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, soprannominato Fondo Salva Stati pur essendo risultato chiaro che serve a salvare le banche ed a rovinare gli Stati. Questa società privata sottoposta alla legislazione del Lussemburgo (private company incorporated under Luxembourg law) e che offre copertura civile e penale ai propri membri, prima o poi entrerà in funzione per ‘salvare’ l’Italia, che si è indebitata fino al collo nel tentativo di uscire dalla pandemia.

Basterà aspettare il ritorno, nel 2023, del famigerato Patto di Stabilità, attualmente sospeso, ma la cui riforma è stata annunciata congiuntamente da Draghi e Macron con un articolo sul Financial Times del 23 dicembre scorso, entrambi alla ricerca di voti (nel parlamento italiano il primo, tra i francesi il secondo) per essere eletti alla più alta carica dei rispettivi Stati.

Già sul sito del nostro Governo si possono leggere (in inglese, of course!) le proposte degli economisti arruolati per escogitare soluzioni utili per indorare la pillola che dovrà essere ingurgitata dagli italiani, tra le quali spicca, per assoluta originalità, la creazione di un’Agenzia europea per la gestione del debito, una sorta di lato B del MES, che diventerà contemporaneamente nostro creditore e gestore del nostro debito, e non mancherà di regalare anche a noi italiani un radioso futuro greco.

All’orizzonte si stagliano pure la riforma degli estimi catastali e altre decine di riforme, pretese e dettate dalla premurosa Madre europea, che alleggeriranno ulteriormente le tasche degli italiani. Ed è in questo clima di leggerezza che si potrà godere delle strenne di Babbo Natale, dei Re Magi e della Befana, magari approfittando di un prossimo confinamento pandemico.

Nuccio Carrara
Già deputato e sottosegretario
alle riforme istituzionali

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