La corsa al tampone e l’isterismo rischia di paralizzare il Paese. Bassetti: «Basta con il ‘Tamponificio Italia’»

I governatori chiedono l’azzeramento delle quarantene per chi ha ricevuto il booster

Da qualche settimana in Italia si assiste a un isterismo di massa legato all’emergenza Covid-19. A testimoniarlo lo spropositato numero di tamponi, per la maggior parte rapidi, che vengono effettuati ogni giorno. Solo ieri, nel bollettino del Governo, ne erano segnalati 1.034.677. Il virus, purtroppo, c’è e bisogna combatterlo. Ma si ha la sensazione che si stia perdendo il contatto con la realtà. Molti vivono il momento con paura (legittima) effettuando tamponi rapidi a più non posso.

Altri credono di poter festeggiare tranquillamente  il Capodanno dopo aver effettuato il test. In questo modo non si fa che complicare le cose e creare code lunghissime nelle farmacie e negli studi preposti. L’allarme è stato lanciato anche dal virologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova.

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«Ormai siamo diventati il paese dei tamponi o ancor meglio “Tamponificio Italia”. I tamponi non vengono richiesti da un medico e quindi interpretati, ma sono diventati come le “Ziguli’” o i “preservativi”. Li prendi quando vuoi, al “banco”, li puoi ordinare sul web e te li fai addirittura da solo» ha affermato. «Non so bene con che metodo. Oppure ti metti in coda per ore per poter andare a fare capodanno in sicurezza (si fa per dire) o finire la quarantena imposta dal figlio che è o aveva un positivo in classe».

«Che senso ha tutto questo? Il rapido puo’ dare falsi negativi (fino al 40% dei casi), falsi positivi e in ogni caso offre un’instantanea del momento in cui è stato fatto. Torniamo a fare i tamponi ai sintomatici e finiamola con questo sistema che rischia di paralizzare il nostro paese» conclude Bassetti.

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Le richieste dei governatori al Cts

Intanto oggi i governatori, dopo essersi riuniti, invieranno un documento al Cts che contiene una serie di richieste sulla gestione dell’autoisolamento: azzeramento della quarantena ma obbligo di Ffp2 e autosorveglianza per le persone che hanno copertura vaccinale completa, booster compreso, e un tempo di 5 giorni per chi ha già ricevute due dosi. Modifiche che, spiegano, sono necessarie alla luce di uno stravolgimento del sistema di contact tracing, ‘saltato’ in diversi territori.

In campo ci sono diverse ipotesi e un punto di caduta potrebbe essere quello di ridurre la quarantena da sette a cinque giorni per chi è vaccinato con terza dose. È certo invece che resterà di dieci giorni il periodo di isolamento obbligatorio per i non vaccinati. Allo studio anche la possibile revisione dei criteri di definizione del “contatto stretto”, ovvero che espone ad un “alto rischio”, e della definizione di “basso rischio” contenuti nella circolare del ministero dell’agosto scorso.

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