Partorisce in autostrada ma il neonato muore. Tragedia nel Messinese

Il punto nascita più vicino alla donna era a 90 chilometri di distanza

Una donna, 37 anni, alla 27esima settimana di gestazione, ieri, in preda ai dolori del travaglio, è partita da Mistretta per raggiungere l’ospedale più vicino, a Patti, ma, in autostrada, all’altezza di Santo Stefano di Camastra ha partorito. Il bimbo appena nato ha perso poco dopo la vita nonostante fosse stato soccorso dal personale di un’ambulanza. La donna è stata trasferita all’ospedale di Patti. Sull’accaduto, ricostruiscono organi di stampa, è stata aperta un’inchiesta.

Varchi: «Governo cancelli vincoli statistici per i punti nascita»

«Una triste notizia, forse annunciata, quella arrivata ieri della giovane mamma che ha perso il suo bambino nato prematuramente nella lunga corsa sull’autostrada siciliana A20, che collega Mistretta all’ospedale di Patti, dove vi è il punto nascita più vicino» ha dichiarato il deputato siciliano di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi.

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«Le zone più interne della Sicilia – ha spiegato – soffrono lo spopolamento e le condizioni orografiche non aiutano: anche una percorrenza di qualche decina di km può diventare un lungo viaggio. Da anni denuncio e contesto i tagli che già il precedente governo nazionale ha imposto alle regioni in materia di sanità e, in particolare modo, sui reparti di ostetricia con la follia di agganciare la “sostenibilità” di un punto nascita al numero di parti (almeno 500) annuali».

Lo Stato «deve sostenere in ogni modo la maternità e la vita, senza guardare al dato economico perché la vita nascente è sempre e comunque una ricchezza per il nostro futuro. Fratelli d’Italia interrogherà il ministro della Salute, Roberto Speranza, perché prenda una posizione netta contro i tagli alla sanità, già attuati nella scorsa legislatura, che falcidiano l’assistenza sanitaria sui territori».

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«Non è giusto avventurarsi in ipotesi su ciò che sarebbe accaduto se a Mistretta il punto nascite fosse stato ancora aperto ma è certo che questi ragazzi hanno visto il loro giorno più bello trasformarsi in un incubo e a loro va tutta la mia vicinanza e partecipazione a un tremendo dolore oltre, naturalmente, alle preghiere per questo piccolo angelo» ha concluso.

Bucalo: «Rivalutare criteri e ripristinare reparto che deve puntare a salvare vite»

«Dietro questa morte – afferma in una nota, Ella Bucalo, deputata di Fratelli d’Italia – c’è tutta l’inefficienza ospedaliera venuta fuori a seguito di una riforma sanitaria cieca, decisa dal governo centrale, che stabilisce il taglio di parecchi punti nascita negli ospedali italiani».

«Quel bimbo è morto perché il punto nascita più vicino era quello dell’ospedale di Patti: la politica ha tagliato quello di Mistretta, Comune in cui vive la partoriente, e quello di Sant’Agata Militello, poco distante da casa invece quello di Patti, verso cui necessariamente hanno dovuto dirigersi i genitori dello sfortunato neonato, è distante parecchi chilometri. E questo succede perché, in linea con le decisioni di governo, anche la Sicilia ha dovuto tagliare i punti nascita che registravano meno di 500 parti l’anno».

«Oggi, che la morte di questo bambino – aggiunge Ella Bucalo – dovrebbe toccare le coscienze politiche, ritengo impellente rivalutare questi criteri e ripristinare un reparto che deve puntare a salvare vite umane e non logiche inadeguate ai bisogni del territorio».

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