Il Movimento alla frutta, è gelo tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo

Conte ha chiesto di utilizzare il «blog delle Stelle». Niet di Grillo

La leadership di Giuseppe Conte al comando del M5S sta creando più danni che gioie e del vecchio movimento pentastellato non è rimasto nulla. Dopo il cambio di linea sul 2×1000 la trasformazione da movimento populista e popolare a partito tutti gli effetti è ormai un dato di fatto. In passato i grillini rifiutavano l’idea di accedere ai finanziamenti per i partiti per utilizzarlo come un dardo «avvelenato» da scagliare contro i vecchi esponenti politici che secondo gli «illuminati» giallognoli facevano politica per arricchirsi e non per fare del bene al Paese.

Invece nei giorni scorsi l’assemblea dei gruppi ha deciso di prendere parte al sistema e accedere ai finanziamenti. Un evento possibile grazie all’avvento di Giuseppe Conte che con la sua «riorganizzazione» ha mandato gambe all’aria quel poco di grillismo che insisteva ancora all’interno.

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Ai grillini, come a tutti, servono i soldi per vivere e sopravvivere e se il «tonno è buono» perché non approfittarne? Ed è così che da qualche tempo ormai è sparito anche il sito tirendiconto.it. Il dominio era utilizzato da parlamentari, consiglieri regionali e compagni per raccontare agli italiani la favoletta della restituzione dei benefit ma tra la battaglia per la piattaforma Rousseau e i litigi con Beppe Grillo, in un attimo di distrazione, gli addetti ai lavori avranno dimenticato di pagare il rinnovo del sito. Morale della favola? Anche la rendicontazione è finita.

Un cambiamento epocale ha riguardato anche la comunicazione dei pentastellati

Quando Beppe Grillo fondò il M5S mandò a quel paese (per usare termini educati) non solo la vecchia politica ma anche il mondo dell’informazione e tutti i giornalisti al suo interno. Lanciò il diktat avvisando gli adepti: non si parla con i giornalisti e non si va in televisione a fare ospitate.

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Con l’arrivo di Conte, oggi, addirittura si pretende di avere posti a sedere «nelle stanze dei bottoni» delle tv di Stato. Perché apparire è bello, ma comandare è ancora meglio. Ed è così che Conte accusa di averli esclusi dalla lottizzazione della Rai. La minaccia dell’ex premier? Il Movimento 5 Stelle non farà sentire la sua voce nei canali del servizio pubblico, ma altrove. Minaccia che è durata il tempo di uno spot pubblicitario perché le ospitate sui canali televisivi non sono mancate.

Ma tutti questi cambi non sono piaciuti alla «base» storica del Movimento che accusano Conte di aver svenduto tutti i principi in nome delle poltrone. Per tentare di riacquistare spazio e credibilità con la «base», l’ex premier ha chiesto a Beppe Grillo di poter parlare attraverso il caro vecchio «blog delle stelle» coinvolgendo di più il fondatore. Al blog però lavora un team di 8 persone e i ben informati dicono che Beppe avrebbe chiesto ai gruppi parlamentari di contribuire alla loro retribuzione, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro.

In relazione a ciò è partita una lunga e complicata trattativa che però non è andata a buon fine, secondo qualcuno a causa del padre-padrone. Per qualcuno Grillo al momento è concentrato sulla vicenda giudiziaria del figlio Ciro e non vuole altra pubblicità. La verità, a nostro parere, però è un’altra. Beppe Grillo non può essere contento di come stanno andando le cose e tra il vecchio e il nuovo leader è sceso il gelo. Come dimenticare le parole del garante quando ha definito Conte «uno dei più grandi specialisti di penultimatum che abbia mai visto» in relazione alla vicenda Rai?

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