Natale, l’Ue voleva cancellarlo, il Comune di Napoli ha deciso che al Vomero lo vuole al buio

Perché aspettare che le luminarie fossero montate prima di far presente l’esigenza di potare gli alberi della zona?

L’Unione europea voleva cancellarlo dal calendario, la nuova amministrazione ha deciso che in via Luca Giordano e in via Scarlatti, come a dire in una delle aree più significative e note di Napoli, ovvero il Vomero, dovranno farselo al buio perché hanno deciso che è arrivato il momento di potare gli alberi comunicandolo nei giorni scorsi ai commercianti della zona e chiedendo alla Camera di Commercio di Napoli che – sulla scorta di una convenzione con il Comune stesso firmata nel luglio scorso, nella quale venivano fissate le tempistiche – aveva già provveduto a illuminare le due strade con delle luminarie posizionate sugli arbusti.

Luminarie che ora la Camera di Commercio dovrebbe provvedere a rimuovere, per consentire al comune di «fare i capelli» ai platani. L’Ente camerale nel rispondere «obbedisco» ha fatto, però, sapere ai nuovi «signori» del palazzo di piazza Municipio, che provvederà a rimuoverle, ma non a rimetterle, considerando che questo comporterebbe una spesa aggiuntiva e di non poco conto, per le casse della Camera di Commercio.

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Quindi, dei commercianti che ormai da due anni – tra lockdown, chiusure, totali e restrinzioni anticorona, virus, stipendi da pagare ai dipemndenti, imposte e balzelli vari che comune e Stato non gli hanno certo risparmiato, l’inflazione ormai arrivata al 3,8, bollette energetiche, materie prime che continuano a crescere – ormai sono ridotti alla canna del cassa.

Senza dire, poi, che fra pochi giorni dovranno anche provvedere al saldo del pagamento delle 12 imposte congelate durante la pandemia e tra l’altro fra qualche giorni dovranno provvedere anche al saldo delle 12 imposte congelate durante la pandemia. Per cui accollarsi anche questa ulteriore spesa, sarebbe davvero letale.

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Perrotta: «Aspettare 40 giorni non credo sia un danno terribile»

«Siamo indignati per la tempistica sbagliata del comune» sostiene Enzo Perrotta, presidente di Federcommercio. «Mi sembra fuori dal mondo quanto letto nella nota della Camera di Commercio. Gli alberi da potare sono in molte strade dove non ci sono luminarie da spostare. Aspettare 40 giorni non credo sia un danno terribile. Tanto più che sono già tre anni che gli alberi vomeresi attendono di essere potati» conclude Perrotta.

«Se si sapeva che occorreva procedere alla potatura durante l’inverno, chi e perché ha autorizzato l’installazione delle luminarie con tanto anticipo e si è consentito che alcuni filari, come si riscontra in via Luca Giordano e via Scarlatti, venissero legate ad alcune alberature?» si chiede e chiede il presidente del Comitato Valori collinari, Gennaro Capodanno. Infine, gli agronomi del «Frutteto biologico» fanno presente che «il mese di dicembre è il primo del periodo invernale, le temperature rigide lo rendono un momento poco adatto alle potature. Generalmente, è meglio aspettare febbraio per «tagliare i capelli» agli alberi.

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