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La doppia velocità delle notizie: se tiene la destra vola, a sinistra atterra

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Quattro indagini, quattro notizie. Due a carico di esponenti di centrodestra, due di centrosinistra. Cosa cambia? I tempi con cui vengono rese pubbliche

Morisi, Caso Fanpage, appalti truccati a Salerno, Arcuri indagato per peculato e abuso d’ufficio. Quattro avvenimenti che in realtà tra di loro c’entrano ben poco ma che ben riflettendoci mettono in risalto lo stato dell’arte della Giustizia e dei rapporti con la politica italiana.

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Da apripista, a fine settembre, appare sui giornali il nome di Luca Morisi, un personaggio poco conosciuto ai più, guru dei social di Matteo Salvini e creatore della cosiddetta ‘bestia’, il sistema aggressivo di comunicazione utilizzato dal leader leghista. Viene accusato di cessione e detenzione di stupefacenti dalla procura di Verona. Sui giornali infuria la polemica. Salvini lo difende, piano piano vengono alla luce nuovi particolari e il caso si smonta da solo. Ma non è la vicenda giudiziaria che ci interessa, un uomo è innocente fino all’ultimo grado di giudizio e sarà la Magistratura a chiarire i fatti.

Pochi giorni dopo, il primo ottobre scoppia il caso Fanpage montato ad arte contro l’euro deputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza esplode di venerdì, a due giorni dall’apertura dei seggi elettorali per le amministrative. Il giornale online mette alle costole dell’esponente di FdI un giornalista e con 100 ore di girato in 3 anni, a pochi giorni dal voto, decide di rendere pubblico un video di 10 minuti in cui lo accusa di aver preso parte a un sistema di ‘lavanderia’ per pulire finanziamenti in nero e a incontri con esplicite battute razziste, fasciste e sessiste. La Procura di Milano deciderà poi di aprire un fascicolo d’inchiesta.

Due colpi ben assestati ai maggiori partiti di Centrodestra, Lega e Fratelli d’Italia, a poche ore di distanza di una tornata elettorale, tempismo perfetto. Non c’è che dire. Ben diverso il trattamento nelle altre due inchieste.

Gli appalti truccati al Comune di Salerno

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L’indagine sugli appalti truccati al Comune di Salerno viene resa pubblica l’11 ottobre, una settimana dopo il voto che ha riconfermato il sindaco uscente del principato del governatore De Luca. Nell’inchiesta sui rapporti tra cooperative ed esponenti politici del Centrosinistra, finisce ai domiciliari Giovanni Savastano (detto Nino), consigliere regionale di Campania Libera, fedelissimo di De Luca.

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Oltre a lui viene arrestato l’imprenditore (e secondo la Procura gestore di fatto di diverse cooperative) Fiorenzo Zoccola (detto Vittorio) che finisce in carcere. Indagato anche l’appena riconfermato sindaco Vincenzo Napoli, anche lui uomo del governatore. In totale sono 10 le ordinanze di custodia cautelare, 29 gli indagati e dai faldoni dell’inchiesta spuntano anche nomi di altri consiglieri regionali del Centrosinistra coinvolti anche se non indagati. La particolarità però è che la notizia quasi non compare nei tg nazionali e arriva solo dopo la riconferma di quest’ultimo a primo cittadino.

L’ex commissario all’emergenza Covid-19 Arcuri indagato

Infine la notizia di Domenico Arcuri indagato per peculato e abuso d’ufficio viene resa pubblica solo nella tarda mattinata di lunedì 18 ottobre (ieri), a ballottaggi quasi conclusi. L’ex commissario plenipotenziario voluto da Giuseppe Conte è indagato per abuso d’ufficio e peculato nell’ambito dell’indagine che coinvolge, tra gli altri, gli imprenditori Mario Benotti, Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis. 

Le indagini riguardano affidamenti per un valore di 1,25 miliardi di euro effettuati dall’allora commissario straordinario per l’emergenza covid, Arcuri, a favore di tre consorzi cinesi, per l’acquisto di oltre 800 milioni di mascherine, effettuate con l’intermediazione di alcune imprese italiane che hanno percepito commissioni per decine milioni di euro.

Il nome dell’ex commissario circolava da tempo nelle carte della procura, lo stesso imprenditore Mario Benotti lo aveva più volte citato per un fitto scambio di messaggi poi finito nel fascicolo d’indagine. Ma guarda caso, fortuna ha voluto che il tutto venisse alla luce solo dopo il ballottaggio. Certo, il centrodestra è stato protagonista di numerosi errori e la sconfitta è anche e soprattutto colpa sua. Ma tutto questo quanto ha influito sull’esito elettorale? Come diceva qualcuno: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

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