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L’intervista | Foti (FdI): «Annullare il contingentamento sui treni regionali. Trasporti locali al collasso»

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La pandemia da Covid-19 ha reso più evidente la precaria situazione dei trasporti, soprattutto quelli locali. Ne parliamo con l’ingegner Marco Foti, dirigente nazionale del Dipartimento Trasporti di Fratelli d’Italia e Responsabile regionale del dipartimento Trasporti della Liguria.

Buongiorno ingegnere, qual è la situazione dei trasporti nei nostro Paese?
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«Innanzitutto desidero ringraziarvi per l’ospitalità e la possibilità di poter esprimere e presentare ai vostri lettori il mio pensiero su questo delicato tema. La situazione è a dir poco ingarbugliata a causa di scelte e politiche che non sono proprio in linea con le esigenze dell’utenza».

Si spieghi meglio

«Le faccio un esempio. La Liguria, una volta raggiunto lo ‘status’ di Zona Bianca, è stata la prima regione italiana ad estendere la capacità dei mezzi (treni regionali, bus, metro) all’80% della capienza massima. Altri Enti locali hanno seguito le indicazioni adottate dalla Regione Liguria e dalla Conferenza delle Regioni. Ricordo che l’assessore ai Trasporti della Liguria, l’avvocato Berrino, è espressione di Fratelli d’Italia, giusto evidenziarlo».

E quindi ingegnere, dove è il problema?

«Glielo spiego subito. L’estensione della capacità di trasporto dei mezzi all’80% oggi non basta più. Specialmente se si parla di trasporto ferroviario nelle principali località turistiche italiane. Se prendiamo ad esempio la regione Liguria, dalla chiusura delle scuole il trasporto ferroviario regionale è stato preso d’assalto dai tanti vacanzieri che raggiungono le riviere liguri di ponente e di levante. Le criticità si moltiplicano nei fine settimana, momento in cui il contingentamento previsto comporta significativi problemi di sicurezza».

Ci sono però i treni a lunga percorrenza che possono supportare il sistema regionale
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«Giusto, sulla carta però perché le Regioni non hanno potere decisionale sui treni a lunga percorrenza la cui programmazione è in capo al MIMS. Oggi questi treni continuano a viaggiare contingentati, seppur il paragone con il sistema degli aerei potrebbe rimandare ad altre considerazioni».

Che cosa vuol dire?

«Voglio dire che il contingentamento oggi deve essere annullato per diversi motivi e deve essere possibile ripristinare la totalità del carico a bordo dei treni, così come i bus!»

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Tutto ciò è possibile?

«Certamente. Ma non sono io a dirlo bensì Asstra, che ricordo essere l’Associazione che raggruppa le aziende pubbliche di TPL. Le analisi condotte dai Nas lo scorso inverno hanno evidenziato che il 96% del campione, costituito da 732 verifiche su tutto il territorio nazionale, non ha rilevato agenti virali Covid-19 a bordo dei mezzi di trasporto, a riprova della sicurezza dei mezzi e dell’efficacia delle sanificazioni e igienizzazione che quotidianamente svolgono le aziende del sistema del Tpl in Italia».

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«A questo si aggiungano gli studi presentati negli ultimi mesi dalle diverse università nel mondo (compresa l’Italia con l’Università di Genova) in cui si evidenzia la bassa probabilità di contagio all’interno dei mezzi se in presenza di una persona contagiata».

Da più parti viene lanciato un grido di allarme: senza un aumento della capacità di carico dei bus e dei treni si avranno difficoltà nel soddisfare la richiesta di servizi.

«E ne ha ben donde chi lancia il grido di allarme. Soprattutto le città metropolitane e le aree ad alto afflusso che devono soddisfare le esigenze della mobilità delle persone residenti e dei tanti turisti. Il riferimento particolare è indirizzato alle grandi città dove si utilizza il servizio ferroviario al pari dei servizi con metropolitana».

«Autobus e treni regionali all’80% con orario estivo ridotto e permanenza dei servizi aggiuntivi (quello turistici trasformati in servizi di linea) con esclusivi posti a sedere potranno soddisfare le esigenze di mobilità? Impossibile. Le evidenze sono all’ordine del giorno in tutte quelle regioni in cui il servizio ferroviario regionale ricopre carattere di essenzialità dei trasporti».

Che fare quindi?

«Presto detto. Riabilitare i mezzi pubblici (bus e treni) alla totalità della capacità di carico, prevedendo sempre a bordo la presenza dei dispositivi di sicurezza (mascherina). Annullare il contingentamento, che non si presenta in altri Paesi Europei. Potenziare i servizi nazionali laddove i servizi regionali faticano a soddisfare la domanda di mobilità turistica. Per cui mi auguro che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili possa intervenire in tempi molto ristretti».

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