Oggi nuova riunione del centrodestra. A Napoli scende in campo Maresca, su Roma e Milano continua l’incertezza

Continua lo stallo del centrodestra sul Copasir. Fico e Casellati scrivono ai capigruppo leghisti, ma è muro contro muro

Torneranno a rivedersi oggi, dopo che non più di qualche giorno fa il primo incontro si era chiuso con un nulla di fatto, ma con la promessa di andare dovunque uniti e di scegliere i candidati in breve tempo. Di tempo ne è passato poco e chissà se oggi dal tavolo del centrodestra, allargato anche ai cespugli, non esca finalmente la tanto sospirata fumata bianca.

Probabilmente su Napoli e Torino dovremmo essere ai titoli di coda visto che soprattutto nella prima Catello Maresca ha compiuto il passo decisivo, quello di ottenere il via libera alla candidatura dal Csm. Rimangono soltanto gli ultimi dettagli, che poi dettagli non sono dato che si tratta di decidere il ruolo e il peso delle liste che sosterranno l’ex pm. Maresca insiste sulla necessità di presentare la sua candidatura come civica e perciò di limitare al massimo il coinvolgimento dei partiti, al punto di non farli correre con i propri simboli. Non si arriverà a questo, ma senza dubbio il profilo civico e non politico sarà il carattere distintivo della sua candidatura.

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Su Torino si dovrebbe accendere la luce verde per Paolo Damilano. È su Roma e Milano, invece, che continuano a esserci ancora perplessità. Sulla Capitale Enrico Michetti, sostenuto da Fratelli d’Italia, sembra essere in vantaggio rispetto agli altri, come l’ex giudice Simonetta Matone e l’ex comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistri. Anche qui candidature nel segno del civismo che però non sembrano convincere a pieno. «Poco noti», questa il refrain che si sente ripetere all’interno della coalizione che diventa quasi una preoccupazione. Ecco perché forse sulla Capitale si potrebbe alla fine decidere di prendersi ancora un po’ di tempo.

Peraltro, ed è quello che si fa notare, negli altri schieramenti a parte la Raggi la confusione regna sovrana. Basti pensare al Pd dove Gualtieri è in pista senza un’investitura ufficiale e Calenda, ormai ex Pd, non accenna a fare un passo indietro. Perciò non è da escludere che alla fine il centrodestra decida per qualche altro giorno di riflessione, anche se non si escludono colpi di scena.

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Stessa situazione a Milano, dove la presidente di Federfarma Lombardia, Anna Rosa Racca è in pole per la candidatura a sindaco ma ancora senza alcuna ufficialità. Come per Roma il timore è di mettere in campo un nome sconosciuto ai più e che soprattutto con un avversario ostico come Sala potrebbe risultare troppo debole. Difficile, quindi, che l’incontro di oggi porti a un via libera.

Probabile, perciò, che servirà un nuovo incontro per chiudere le questioni in sospeso. Tra queste c’è il Copasir che però come accaduto per il primo incontro non dovrebbe essere tra le questioni sul tavolo della riunione. Ieri c’è stata l’ennesima puntata e cioè la lettera dei presidenti Fico e Casellati ai capigruppo di Camera e Senato della Lega per sostituire i nomi dei dimissionari Volpi e Arrigoni. Ma dalla Lega rispondono picche, spiegando che «ci siamo impegnati a garantire il funzionamento del Copasir, ma a differenza di altri le dimissioni non le diamo per scherzo. Contiamo sulle dimissioni di tutti i membri del Comitato, così da ricostruirlo e affidarne la presidenza all’opposizione. L’attuale organismo non risponde ai criteri di legge».

Insomma, Salvini va per la sua strada e cioè quella di chiedere l’azzeramento del Comitato e la nomina di uno nuovo con ben 5 componenti in quota Fratelli d’Italia, così come prevede la legge. Ipotesi per il momento difficile vista l’opposizione dei singoli commissari alle dimissioni. L’unica possibilità sarebbe un intervento dei presidenti di Camera e Senato, che alla luce dello stallo conclamato dovrebbero azzerare il Copasir. Eventualità finora scartata dagli stessi protagonisti ma che alla fine dinanzi a un impasse prolungato potrebbe realizzarsi. Di certo la soluzione del rebus amministrative potrebbe essere viatico per uno sblocco della crisi del Copasir.

Infine, sempre in tema di centrodestra oggi farà ufficialmente il suo debutto alla riunione ‘Coraggio Italia’, la nuova formazione politica centrista lanciata dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ed a cui ha aderito Giovanni Toti con la sua ‘Cambiamo’. Il progetto politico punta a costruire la nuova Forza Italia da cui, appunto, ha per ora attinto le risorse parlamentari per costituire alla Camera il gruppo. In tutto 25 deputati, di cui 12 da Forza Italia 4 ex M5S e un leghista, che si sommano agli otto di ‘Cambiamo’. Al Senato invece dovrebbero essere 8 i parlamentari su cui poter fare affidamento, ma non tanti da consentire la formazione di un gruppo autonomo.

Per il momento da Forza Italia, e in particolare da Silvio Berlusconi, non arriva alcun commento, ma è evidente che il progetto appena nato si pone come un’iniziativa ostile nei confronti degli azzurri. Non a caso l’intento è quello di creare una nuova Forza Italia e di andare ad occupare quello che è sempre stato lo spazio elettorale di Fi e cioè quello del centro moderato, reso ancora più appetibile dall’evidente spostamento verso sinistra del Pd di Enrico Letta.

Oggi, quindi, muoverà i primi passi al tavolo del centrodestra e poi in Parlamento in attesa di testarsi sui vari territori e nelle elezioni. Quello sarà il vero banco di prova per Coraggio Italia, dove molto spesso questi progetti nati da scissioni di partiti più grandi sono franati. È quello che preconizzano in Forza Italia, ripetendo così le esperienze di Angelino Alfano e di Raffaele Fitto anche se rispetto ad allora c’è una grande differenza e cioè Silvio Berlusconi ormai sempre più defilato e davvero sul viale del tramonto.

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