Campania, De Luca contro tutti. Attacca Figliuolo, Governo e Recovery Plan: «Ci hanno presi in giro»

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha emanato una nuova ordinanza questa mattina con cui si chiede ai dirigenti scolastici delle superiori di organizzarsi per forme flessibili dell’attività didattica, garantendo almeno il 50% delle presenze degli studenti, laddove il rispetto della soglia del 70% prevista a livello nazionale «risulti incompatibile con l’applicazione delle Linee guida del DM n.39/2020».

Una decisione spiegata questo pomeriggio dal governatore nella classica diretta del venerdì. Per De Luca «sarebbe stato ragionevole aprire le scuole per la prima classe delle medie inferiori e per l’ultima classe delle medie superiori perché ci sono gli esami di stato». Per le altre classi il governatore esprime molta preoccupazione riguardo «all’apertura generalizzata a un mese dalla chiusura dell’anno scolastico». Ma in Italia, afferma, «si affrontano i problemi solo per motivi ideologici. Dal punto di vista della sicurezza del distanziamento nelle classi, dei trasporti non è cambiato nulla».

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Critico verso il governo anche sulla decisione di riaprire i ristoranti in zona gialla ma di lasciare il coprifuoco invariato. «È chiaro che questa è una presa in giro. La mia idea molto semplice, manteniamo il coprifuoco alle 22 quanto vogliamo noi ma se non dobbiamo prendere in giro i ristoratori, ferme restando le esigenze di sicurezza, mi pare ragionevole consentire l’apertura dei ristoranti fino alle 23 di sera e il rientro a casa fino alle 23:30. Perché se esco dal ristorante devo avere la possibilità di tornare a casa magari mantenendo lo scontrino da esibire alle forze dell’ordine. Poi tutto chiuso».

Torna a ribadire la mancata consegna di 200mila dosi alla Campania ma ne approfitta per criticare finanche l’abbigliamento del generale Figliuolo. «Mi permetto di consigliare di andare in giro per l’Italia in abiti civili, quando si hanno funzioni civili credo che sia inappropriato andare in giro in abiti militari. Perché questo rischia di determinare problemi delicati. Quando si gestisce un piano di distribuzione diventano in qualche misura inevitabili i contrasti e le polemiche e non è accettabile che questo possa avere ricadute sull’immagine delle Forze Armate. Chi ha funzioni civili si presenti con una immagine civile».

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Per quanto riguarda il Recovery Fund per De Luca «il Sud rimane penalizzato. È stato comunicato che al Mezzogiorno sono destinati 80 miliardi di euro su 220, dunque il 40% delle risorse. Mi permetto di dissentire noi siamo rimasti al 34%, hanno preso 21 miliardi di euro che riguardavano i fondi già destinati al Sud, fondo sviluppo e coesione, e ci hanno raccontato che li anticipiamo in attesa che arrivino». Tesi che secondo il presidente della Regione non regge e spiega che quando in passato sono capitati casi simili «non mi è mai capitato di vederli poi restituiti. Mettiamo nel conto che 21 miliardi se li sono già presi dai fondi destinati al Sud».

«La realtà è che il Mezzogiorno rimane fortemente penalizzato anche perché quei 200 miliardi di euro sono stati ottenuti dall’Italia con l’obiettivo del riequilibrio territoriale sociale e di genere cioè per recuperare i ritardi al Sud. L’importante è che sappiamo che ci hanno preso in giro altro che 80 miliardi».

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