E chissà che, magari, alla fine, Draghi non debba ringraziare Meloni

«Càgna ‘u maèstr ma a mùseca è sempe ‘a stessa». «Tutti belli sul lungomare a divertirsi, siamo perduti», lo ripete, un giorno sì e l’altro pure, il governatore, De Luca. «Varianti più contagiose» gridano i virologi.

«Chiudiamo adesso, per restare aperti a Pasqua». Lo disse un anno fa, di questi giorni, il premier Conte; lo ha ribadito il suo successore Draghi, mentre, con il suo primo decreto operativo, rinnovava e rinforzava tutti i divieti di Giuseppi. Dopo di che il ministro per la Salute Speranza ha annunciato la chiusura di tutto fino a dopo Pasqua.

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L’allarmismo cresce, la gente è stanca e non crede più ai virologi che, hanno ripreso a imperversare sui media dicendo tutto e il suo contrario e con l'”attenti al virus”, sono riusciti a centrare l’effetto opposto a quello che si riproponevano. Hanno moltiplicato il numero dei trasgressori delle restrizioni ministeriali.

E così, eccoci di nuovo al punto di partenza. Anzi, no, molto peggio! Sia sotto il profilo sanitario che economico. In tanti, per esorcizzare la paura, “scappano” da casa, e per strada, incrociano: ristoratori, baristi, albergatori, negozianti, artisti, gestori di palestre e di piscine.

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Tutti quelli, cioè, che gli “stop and go” stanno rovinando e, pur avendo investito un bel po’ di risorse per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, devono restare chiusi, mentre i trasporti pubblici, continuano a girare pur con i mezzi traboccanti e senza rispettare alcuna misura di sicurezza.

Ed è sempre più “assembrante” il numero di chi crede, nell’utilizzo strumentale del virus, che i partiti userebbero per evitare il voto; e gli esperti per far crescere i propri conti in banca. E tanto per non farci mancare niente il Cts, pur sostenendo che i «dati non sono catastrofici», fa sapere che è meglio non riaprire.

È l’opzione preferita da Speranza – che l’OMS, come scrive il “Guardian”, ha accusato di «aver mentito al mondo assicurando di poter gestire l’emergenza, pur sapendo che il nostro piano pandemico era fermo al 2006» – alla quale i componenti del Cts non possono opporsi se non vogliono rischiare il posto, visto che 12 su 26 sono dipendenti del governo, mentre qualcuno degli “indipendenti” occupa poltrone di prestigio su segnalazioni ministeriali.

Se, poi, a tutto questo si aggiunge il super commissario unico per la lotta alla pandemia Arcuri, che ha messo a segno solo fallimenti, fra cui: le mascherine (sul maxi appalto da 1,25mld di euro, per l’acquisto di 800 milioni di mascherine cinesi, stanno indagando Guardia di Finanza e Procura di Roma, per traffico d’influenze), vaccini, banchi a rotelle e siringhe, ecc..; forse riusciamo a capire il perché un anno dopo, continuiamo a inseguire il virus e piuttosto che combatterlo lo sfuggiamo, rifugiandoci in lockdown e coprifuoco.

Purtroppo, ancora non sappiamo cosa fare! Il che non risolve il problema, ma a quello sanitario, somma quello economico. Speriamo che l’arrivo di Curcio alla Protezione civile, dia un segnale di discontinuità.

Tant’è che, è finito l’effetto-Draghi sui mercati e lo spread è tornato a 103 punti, il dl ristori da 32mld ereditato da Conte diventa dl “sostegno”, ma slitta di un’altra settimana, e Moody’s – pur confermando che super Mario «rappresenta una garanzia per i fondi Ue» – taglia le stime di crescita del nostro Pil dal +5,6% al 3,7, causa la conferma delle restrizioni alla mobilità e alle attività economiche da parte del ministro Speranza che, intanto, ha anche annunciato il ritorno ai dpcm ovvero la decisione del governo di ricominciare a privarci delle libertà personali, senza passare per il Parlamento.

Del resto, con un governo che tiene insieme il diavolo e l’acqua santa, sorretto da un’ammucchiata “bulgara” e diversamente unita, nel quale ogni partito va per la propria strada, non potrebbe essere differentemente. Solo così, infatti, potrà decidere qualcosa, senza farsi condizionare dai ricatti e veti incrociati.

Chissà se Draghi si è reso conto in quale trappola l’hanno cacciato “lorsignori”. E chissà, magari alla fine dovrà ringraziare la leader di FdI Giorgia Meloni, perché unica ad avergli detto “no”, guardandolo in faccia!

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