Campania resta arancione, ordinanza di De Luca: vietato mangiare o bere in aree pubbliche. Torna il divieto di asporto

Domani la Campania doveva passare in zona gialla insieme a Toscana, Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano. Ma come spesso sta capitando negli ultimi mesi il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca mischia le carte e interviene con misure più restrittive.

La Regione, è stato comunicato, sta preparando un’ordinanza per prolungare la zona arancione fino al 24, quando entreranno in vigore le misure previste dal decreto Natale.

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L’ordinanza che sarà firmata oggi prevede, dal 20 al 23 dicembre, il divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle 11 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche e, per tutto l’arco della giornata, il divieto di consumo di cibi e bibite, anche non alcoliche, nelle aree pubbliche e aperte al pubblico, comprese ville e parchi comunali.

L’ordinanza conferma tutte le disposizioni statali previste per la zona arancione e le misure contenute nell’ordinanza regionale del 10 dicembre scorso relative ai controlli sugli arrivi nelle stazioni e nell’aeroporto di Napoli Capodichino e il divieto di spostamenti nelle seconde case, anche se ubicate sul territorio regionale. Per tutti gli esercizi commerciali, inoltre, viene fatto obbligo di misurazione della temperatura corporea agli avventori all’ingresso dei propri locali e di inibire l’ingresso laddove la temperatura risulti superiore a 37,5°C.

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Viene inoltre fatta raccomandazione ai Comuni e alle altre autorità competenti «di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della cosiddetta movida» e «l’adozione, laddove necessario, di provvedimenti di chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro».

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