A Salerno De Luca affossa il campo largo: il Pd si nasconde, il M5S cambia strada

Il centrosinistra si divide e il progetto unitario resta incompiuto

Altro che modello Napoli: a Salerno il campo largo si ferma prima ancora di prendere forma. A due mesi dal rinnovo del Consiglio comunale, il ritorno di Vincenzo De Luca nella contesa elettorale cristallizza divisioni già profonde e apre una corsa con sei candidati sindaco.

La partita salernitana, però, supera il perimetro locale e assume un rilievo politico più ampio dentro gli equilibri del centrosinistra. Per mesi il Pd e Elly Schlein hanno insistito sulla necessità di costruire alleanze più larghe, superare vecchie rendite di posizione territoriali e archiviare la stagione dei cosiddetti «cacicchi» in nome di un obiettivo politico superiore. E proprio parlando di Salerno la segretaria dem aveva richiamato la necessità dell’unità del campo largo.

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Il punto è che il risultato finale va nella direzione opposta: la coalizione larga non nasce, il centrosinistra si presenta diviso e la linea nazionale del Pd resta senza sbocco. In questo senso, il caso Salerno finisce per rappresentare anche una sconfitta politica per Elly Schlein. E adesso si apre anche un’altra domanda, tutta interna ai rapporti tra alleati: che cosa farà il Movimento 5 stelle? I pentastellati avevano avvertito De Luca e il Pd con parole nette: «Chi rompe il campo largo a Salerno, rompe anche alle politiche».

De Luca, del resto, non ha mai nascosto la volontà di candidarsi a sindaco di Salerno e non ha mai voluto sentir parlare di una coalizione con il Movimento 5 stelle. Alla fine il Pd ha scelto di sostenerlo, pur senza presentare il simbolo, mentre i pentastellati hanno imboccato un’altra strada. Ne viene fuori un quadro nel quale la volontà dell’ex governatore prevale sugli appelli all’unità e sugli orientamenti coltivati a livello nazionale. A Salerno, insomma, il campo largo si ferma davanti alla linea di De Luca e il resto del centrosinistra è costretto a prenderne atto.

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La linea di De Luca spezza l’ipotesi unitaria

Per questo nella città capoluogo non verrà replicato il modello Napoli che aveva portato alla vittoria di Roberto Fico alle scorse Regionali. In quel caso l’alleanza era riuscita a prendere forma; qui, invece, il progetto si è arrestato prima ancora di nascere. La differenza politica è tutta in questa frattura: a Salerno è stata la scelta di De Luca a fissare il perimetro della competizione e a ridefinire i rapporti di forza nel centrosinistra.

A sostenerlo ci saranno il Pd, che però non presenterà il simbolo, il Psi, i Verdi e le storiche liste civiche della sua coalizione. Sul fronte opposto, il Movimento 5 stelle ha deciso di virare su Franco Massimo Lanocita, avvocato sostenuto anche da Sinistra Italiana e dalle associazioni Terra Socialista, Salerno in Comune e Comitato Salute e Vita.

Si tratta proprio di quelle forze che avevano a lungo tentato di mettere insieme un campo alternativo unitario, salvo poi dover fare i conti con divisioni che non sono state ricomposte. Il dato politico che emerge è che gli appelli all’unità non hanno inciso sugli assetti reali e che la candidatura di De Luca ha finito per svuotare, nei fatti, la prospettiva del campo largo.

Moderati in campo con Zambrano

A scegliere una strada autonoma è stata anche l’area moderata, che ha deciso di candidare a sindaco l’ingegnere Armando Zambrano. A sostenerlo saranno Azione/Oltre, Casa Riformista/Italia Viva, Noi di Centro, Popolari e Moderati, Ali per la Città e Forza Salerno. Anche questo contribuisce a rendere più frammentato il quadro elettorale, confermando una competizione nella quale nessuna delle aree in campo è riuscita a costruire una sintesi politica più larga.

Sei candidati sindaco per il Comune di Salerno

A completare il quadro saranno Fratelli d’Italia, insieme a Lega e Noi Moderati, che hanno candidato a sindaco il docente universitario Gherardo Maria Marenghi, mentre Forza Italia ha scelto di sostenere il progetto civico moderato di Armando Zambrano. In campo anche Mimmo Ventura con Dimensione Bandecchi e Alessandro Turchi, sostenuto dalla civica Salerno Migliore.

Salvo sorprese, saranno dunque sei i candidati sindaco a contendersi la fascia tricolore. A due mesi dal voto, lo scacchiere politico appare ormai definito. Ma il dato che più di ogni altro segna questa vigilia elettorale è il fallimento del campo largo: una prospettiva fermatasi davanti alla candidatura di Vincenzo De Luca e trasformata, nei fatti, in una battuta d’arresto per la linea dell’unità rivendicata da Elly Schlein.

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