Napoli, il San Giovanni Bosco trasformato in Covid Center: i cittadini si ‘ribellano’

L’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli sarà trasformato in Covid Center. L’ennesima struttura dedicata alla cura del coronavirus ma che di fatto limiterà ancora di più la possibilità di curarsi per chi è affetto da altre patologie.

Il nosocomio di via Briganti è stato svuotato dei pazienti che erano ricoverati per potervdar corso alle operazioni di trasformazione a Covid Center. Dall’11 novembre riaprirà, accogliendo solo pazienti positivi al virus del secolo. «In questi giorni – spiega all’Ansa Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1 – sono in corso alcuni piccoli lavori per assicurare la piena sicurezza di pazienti e medici nel nuovo ospedale covid e parallelamente medici e infermieri stanno svolgendo un corso di formazione sulle procedure per affrontare il virus sotto la guida del professore Franco Faella».

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Ci saranno in tutto 89 posti letto interamente dedicati al Covid-19: 40 degenze ordinarie, 12 posti di ginecologia e ostetricia dove si potrà partorire se positivi, 6 di ortopedia, 12+4 di cardiologia con emodinamica, 15 posti di chirurgia vascolare, generale e neurochirurgia. «La decisione di convertire il San Giovanni Bosco in covid center è stata partecipata dalle organizzazioni sindacali di dirigenza e di comparto nell’ambito di questa unità di crisi e a breve convocheremo una nuova riunione informativa» afferma ancora Verdoliva.

Una decisione che però ha scatenato malumori. Un presidio di protesta si è svolto stamattina a Napoli davanti all’ospedale. I manifestanti hanno chiesto il mantenimento dei servizi di pronto soccorso e degli altri servizi essenziali per l’area Nord di Napoli, a forte densità abitativa. I manifestanti sono stati controllati dalla polizia e dai carabinieri del reparto Campania, ma non ci sono stati incidenti.

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