La ‘frutta di Martorana’ di Agrigento, quando l’arte incontra la bontà

La festa di Ognissanti si avvicina e come ogni anno le vetrine delle più rinomate pasticcerie si riempiono dei colori accesi della ‘frutta di Martorana’: un dolce tipico siciliano che prevede la perfetta imitazione di frutta e talvolta, di ortaggi o pesci. Preparata prevalentemente con farina di mandorle e miele, questo dolce viene contraddistinto soprattutto dai suoi colori sgargianti e dalla sua lucidità.

Pubblicità

Secondo una nota tradizione, le monache del monastero di Martorana, in occasione della visita del Papa sostituirono i frutti raccolti nel loro giardino, con alcuni nuovi creati con farina di mandorle e zucchero. Da allora, si iniziò a parlare di ‘frutta di Martorana’ che viene usata tutt’oggi in occasione della cosiddetta Festa dei Morti.

Più comunemente chiamata marzapane, ha dietro di sè un’antichissima ricetta risalente al XIII- XIV secolo ed è di origine araba. Il nome “marzaban”, deriva da una scatola di legno formata da un coperchio e utilizzata per diversi usi, come la conservazione della corrispondenza o altri documenti di estrema importanza. Più frequentamente, però, veniva usata per spedire dolci preparati con farina, pasta di mandorle ed altri ingredienti, i quali avendo una forma similare ai pani, ne ereditarono il nome.

Pubblicità Federproprietà Napoli

Tutt’oggi, la ‘frutta di Martorana’ è conosciuta come uno straordinario prodotto agroalimentare siciliano ed è considerata una vera e propria opera d’arte che adorna le vetrine delle varie pasticcerie dell’isola. La preparazione di questi prodotti non necessita di particolari conoscenze nel settore culinario ma solo di un pò di tempo e tanta fantasia.

A Raffadali, piccolo paesino dell’entroterra agrigentino anche l’antica pasticceria dei fratelli Criscenti può vantare delle prelibatezze preparate dal pasticcere Francesco, che con le sue abilità riesce a far degustare ai propri clienti prodotti dal gusto sopraffine. Qui la creazione della ‘frutta di Martorana’ è diventata una tradizione e la pasticceria gestita dai fratelli Calogero e Francesco, ne dà l’esempio. Nata nel lontano 1960, il panificio-pasticceria Criscenti opera nel settore agroalimentale con grande professionalità e competenza, allo scopo di garantire un servizio di qualità alla clientela, fornendo prodotti freschi e genuini.

Le creazioni dei due fratelli sono ormai un’abitudine immancabile per il paese e la provincia di Agrigento, essendo anche conosciuta a livello provinciale per la sua partecipazione alla manifestazione che si tiene ogni anni in occasione della festa di San Calogero: il famoso taglio della mega torta in onore del “Santo nero”. Tra le creazioni della pasticceria Criscenti, anche buonissime cheescake, le zeppole con la ricotta e cioccolato, crostate con la marmellata, bignè al pistacchio e altri prodotti di piccola pasticceria che gli hanno consentito di coltivare una lunga storia di sapori e tradizioni siciliane.

Ciò che veramente contraddistingue l’antica pasticceria raffadalese è la creazione della ‘frutta di Martorana’. Ogni anno, infatti, si cimenta nella creazione di nuove peculiarità garantendo un gusto unico all’ampio bacino di clientela. Nelle vetrine si possono ammirare una grande varietà di prodotti preparati con maestria e grande professionalità: dalla frutta, agli ortaggi e alla rappresentazione dei prodotti di rosticceria e di panetteria realizzati principalmente con farina di mandorle e con un tocco finale di lucidità; prodotti a lunga conservazione che garantiscono un colore unico e acceso da gustare davanti un caffè o una tazza di tè.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Setaro

Altri servizi

Muore dopo un intervento per perdere peso: 3 medici indagati

L'uomo aveva solo 38 anni Si sottopone ad un intervento chirurgico di routine per perdere peso ma qualcosa va storto, i medici lo riportano in...

Promise assunzione allo Stato Pontificio: falso carabiniere condannato

Accusato di truffa ed estorsione aggravata Il tribunale di Napoli Nord ha condannato per truffa ed estorsione aggravata ad undici anni di reclusione il 36enne...