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Il governo cancella i decreti Sicurezza. Conte per restare a Palazzo Chigi paga pegno al Pd

A tre settimane dal voto delle regionali il governo Conte ha pagato il primo pegno al Pd. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato i nuovi decreti Sicurezza, cancellando così quelli dell’epoca di Salvini ministro dell’Interno. Torna così la protezione umanitaria e soprattutto scompaiono le multe milionarie alle Ong.

Ha retto quindi l’accordo siglato dalla maggioranza dopo un faticoso confronto nello scorso luglio, ma soprattutto ha prevalso la linea del Pd che aveva posto il varo dei decreti Sicurezza come il primo atto dopo il voto delle Regionali. Giuseppe Conte ha così pagato pegno al Pd, il primo ma non l’ultimo, per continuare a restare a Palazzo Chigi. Infatti, è quanto mai singolare che il premier che aveva varato i decreti che stabilivano una stretta su accoglienza e gestione dell’immigrazione, adesso sia lo stesso che li abolisce.

Un record di inversione di marca a cui, peraltro, lo stesso Conte ci ha abituato. E chiaramente dal Pd e dalla stessa Italia Viva si gongola per il risultato ottenuto. Nicola Zingaretti twitta soddisfatto: «Approvato ora in Consiglio dei Ministri il decreto immigrazione. I decreti propaganda/Salvini non ci sono più. Vogliamo un’Italia più umana e sicura. Un’Europa più protagonista».

Contento anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri per il quale adesso «si lavora per una sana integrazione, nel rispetto dei diritti umani. Sicurezza e accoglienza non sono incompatibili ma sono due valori fondamentali da difendere».

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Conte e Gualtieri al lavoro per il decreto Rilancio
Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri

Come detto anche Italia Viva si gode il risultato ed a parlare, o meglio scrivere, è Teresa Bellanova, ministro delle Politiche Agricole, per la quale addirittura si chiude «una pagina buia che aveva rigettato nell’ombra e nell’invisibilità migliaia di uomini e donne trasformati da una norma sbagliata e malvagia in clandestini e privati, insieme all’identità, di quegli strumenti di integrazione e inclusione propri di un paese civile capace di discernere e di costruire percorsi efficienti ed efficaci di legalità e integrazione a tutto vantaggio della sicurezza dei cittadini».

Governo cancella decreti Sicurezza. Festeggiano Pd e Iv, silenzio da M5S

Silenzio dalle parti del M5S, che per la verità suona come imbarazzo per una modifica che dai Cinquestelle in molti hanno subito come un’imposizione del Pd e che in molti faticano a digerire. Ed il punto sembra essere proprio questo, perché se nel CdM la linea Zingaretti ha avuto vita facile non è detto che accada lo stesso nel corso del passaggio parlamentare. Il timore che serpeggia all’interno della maggioranza è se ci saranno i numeri, in particolare al Senato, per garantire un’approvazione tranquilla del decreto.

A preoccupare è la situazione interna al M5S ormai alle prese di una guerra interna che rischia di far implodere tutto il Movimento. E il rischio è che il nuovo decreto possa finire vittima di questa lotta di potere. Per questa ragione l’attenzione soprattutto a Palazzo Madama è altissima e si fa attenzione a tutto.

Alleanza di governo vince i ballottaggi alle Comunali. Bene FdI ma il Centrodestra dovrà riflettere sul risultato

Senza dubbio il Pd può anche festeggiare per i buoni risultati ottenuti ai ballottaggi delle comunali. ll centrosinistra ottiene 9 sindaci nei comuni capoluogo di provincia rispetto agli 8 che aveva avuto nelle precedenti elezioni. Il centrodestra ne conquista 3 e ne aveva 4. Il Movimento 5 Stelle ottiene il sindaco di Matera e non aveva alcun primo cittadino. E così Zingaretti si è affrettato a rivendicare la vittoria, chiamando Di Maio per congratularsi del successo e di come l’unità della maggioranza a livello locale sia vincente.

Giorgia Meloni

Sull’altro fronte Giorgia Meloni sottolinea come «per Fratelli d’Italia l’esito dei ballottaggi ha sicuramente riservato importanti conferme e nuove vittorie, a partire da quelle ottenute nel Lazio a Ceccano, Palombara, Civita Castellana e Terracina per passare dalla Puglia a Ceglie Messapica. Complimenti anche al neo sindaco di Senigallia, dove il centrodestra ha centrato una vittoria storica, cosi come al sindaco di Arezzo che ha trovato una meritata riconferma». Ma al di là del risultato di Fratelli d’Italia, il dato è che il Centrodestra non sfonda a queste comunali, un aspetto su cui sarà necessario riflettere visto che anche le regionali non erano andato oltre un 3 a 3.

Tornando al Parlamento, Palazzo Madama che oggi approverà in prima lettura il dl Agosto con l’ennesimo voto di fiducia. Poi il provvedimento passerà alla Camera per un veloce esame visto che entro ottobre dovrà essere approvato pena la decadenza.

Più che i migranti però in questo momento la vera emergenza sembra essere la diffusione del Covid. Per questo oggi il ministro Speranza sarà alla Camera e poi al Senato per relazionare sul nuovo Dpcm che sta preparando Palazzo Chigi. Già oggi dovrebbe esserci un Consiglio dei ministri per prolungare lo Stato di emergenza fino al 31 gennaio. Poi sarà la volta del varo del Dpcm che potrebbe avvenire in un’altra riunione del CdM ma stavolta fissata per mercoledì.

Per il momento trapelano soltanto indiscrezioni che raccontano della decisione del governo di stabilire l’obbligo di uso delle mascherine anche all’esterno. Sulla questione movida il governo ha invece smentito coprifuoco o restrizioni per gli orari dei locali, almeno per il momento visto che la situazione viene attentamente monitorata. Sotto controllo, in particolare, la curva dei contagiati che continua a salire e preoccupano gli aumenti in alcune regioni, come la Campania, che a febbraio erano rimaste immuni dalla diffusione del virus.

Per questo non si escludono possibili misure più restrittive decise dal governo, ma per ora l’approccio adottato sembra essere quello moderato e soprattutto concordato con il Parlamento. Ecco perché oggi Speranza sarà in Parlamento e soltanto dopo la votazione delle risoluzioni saranno prese ulteriori decisioni.

dl Elezioni Senato
Maria Elisabetta Alberti Casellati

Concertazione che vuole anche essere una risposta all’intervista pubblicata ieri sul Corriere della Sera del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ha puntato il dito contro il governo e non risparmiando critiche alla maggioranza.

Casellati al Governo: «Tante parole e pochi fatti»

«Toppe» e «tante parole e pochi fatti», le dure parole rivolte dalla Casellati al governo, che ha ammonito riguardo il rischio che «tra proposte di democrazia diretta, appelli al voto a distanza e ricorso continuo ai decreti-legge si finisca per abbattere il Parlamento e quindi la democrazia rappresentativa». E rispetto alla possibile proroga dello stato d’emergenza per il presidente del Senato «occorre avere informazioni corrette, senza nascondere i risultati del Comitato tecnico abbiamo bisogno di verità».

Parole che hanno sollevato le critiche degli esponenti della maggioranza e che sono state accolte con disappunto dagli esponenti di governo, che alfine di non alimentare ulteriori polemiche hanno preferito rimanere in silenzio. Toccherà oggi al ministro Speranza smontare le accuse della presidente Casellati e garantire quella verità che proprio il primo inquilino di Palazzo Madama ha richiesto a gran voce.

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