Covid, continua la strategia del terrore. Ricciardi: «Lazio e Campania a rischio»

Continua la strategia del terrore. Dopo la ‘minaccia’ non tanto velata di Vincenzo De Luca che ha paventato il ritorno al lockdown della regione se la curva dei contagi non scenderà, a dargli manforte accorre Walter Ricciardi, professore e consigliere per la Salute del ministro Speranza, tanto discusso per la sua appartenenza all’Oms in quota Italia. «La Francia avrà bisogno del lockdown totale, noi no se ci comportiamo bene, ma Lazio e Campania sono a rischio» ha detto Ricciardi.

Italia totale no, quindi, ma Campania e Lazio sì. Peccato però che il Governo abbia ribadito più volte che non ci sarà più l’esigenza di una chiusura totale. Un provvedimento che nè il Paese, nè le singole regioni possono permettersi data la pesante crisi economica. Se nel corso della prima ondata lo Stato ha fatto fronte (in minima parte, forse, ma anche no) alle esigenze economiche dei ‘reclusi’, adesso non sarà più possibile. Risorse non ce ne sono e i cittadini non sono in grado di affrontare un nuovo stop. L’economia è già sull’orlo del baratro.

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Forse si potrebbe fronteggiare la chiusura di una singola regione, forse due. Ma tre regioni in lockdown no. E per le singole regioni ‘recluse’ sarebbe la morte ‘economica’. Alcune regioni (Campania, Calabria e Sicilia) e città hanno già ristabilito l’obbligo di mascherine. Potrebbe bastare? Per Ricciardi non è detto. «Dipenderà dai contagi» afferma.

«In questa fase – dice – tutte le città e le regioni sono ripartite alla pari. In primavera Lombardia e Piemonte erano i territori più colpiti, mentre ora sono Lazio, Campania e Sardegna». E sull’ipotesi lockdown in Italia incalza la reprimenda alle Regioni ‘biricchine’: «Il lockdown generale spero sia difficile, ma tutto dipende dai comportamenti degli italiani. Se saremo bravi non ne avremo bisogno, anche se in alcune zone si sta perdendo il controllo come in Lazio o in Campania».

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Nel frattempo il governatore De Luca impone l’obbligo di sottoporsi al tampone a Capodichino per le persone che arrivano dall’estero. La Sicilia impone l’uso dei dpi ‘se si è tra estranei‘.

I ‘terroristi’ del virus esultano perché a Chiaia (quartiere di Napoli) i carabinieri hanno sanzionato quattro persone in Piazza San Pasquale perché sprovviste della mascherina. Come a ribadire che i controlli, invocati da De Luca, ci sono. Quattro multe di sabato sera, in una zona dove accorrono migliaia di persone ogni week-end. Con buona pace dei quasi sei milioni di abitanti in Campania. Servono le regole, servono i controlli, il distanziamento e l’uso delle mascherine. Ma forse sarebbe più utile usare anche il buon senso per non peggiorare la situazione con allarmi incodizionati e senza fondamenta logiche.

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